Page 68 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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4.2.  Le teorie di Aristotele

                  A  essere  precisi  il  filosofo  oltre  a  delineare le  caratte-
                ristiche  fondamentali  della  campana  da  immersione  ne
                riassunse  il  funzionamento  in  uno  dei  suoi  Problemata,
                ricordando  una  ragazza  che,  per  gioco,  immergeva  una
                clessidra di  bronzo nell'acqua. La  clessidra a cui si riferi-
                sce, owiamente, non era quella a sabbia, comparsa solo in
                epoca medievale,  ma  quella costituita  da un vaso  tronco
                conico munito di  un foro  alla  base o di un tubicino,  dal
                quale fuoriusciva con estrema lentezza l'acqua, indicando
                il tempo trascorso col suo abbassarsi su una apposita gra-
                duazione, incisa all'interno dello stesso vaso.  La giovane,
                tenendone chiuso con un dito il foro di deflusso, immerge
                il  vaso  con  la  bocca  in  basso,  spingendolo  con  la  mano
                verso il fondo del recipiente, pieno d'acqua. Il liquido non
                vi entra per la resistenza dell'aria fin  quando, tolto il dito,
                non la si fa sfogare sibilando. E qui Aristotele si dilunga a
                spiegarne il perché con queste parole:

                  La causa di ciò che accade con la clessidra,  nel suo insie-
                  me,  sembra  essere quella  indicata  da Anassagora: l'aria
                  in essa  racchiusa  impedisce all'acqua di entrare, quando
                  il tubo è chiuso. Ma l'aria non è certo l'unica causa,  per-
                  ché se si immerge nell'acqua  la  clessidra inclinando/a  e
                  si chiude il tubo,  l'acqua  entra.  Perciò  Anassagora  non
                  spiega a sufficienza come l'aria sia la causa.  I.:aria é sicu-
                  ramente la causa, come si è detto; ma l'aria sia che venga
                  spinta sia che si muova da  sé,  senza forzatura,  ha la  na-
                  turale tendenza a muoversi in linea  retta,  come gli altri
                  elementi. Ora,  quando la clessidra è immersa trasversal-
                  mente nell'acqua,  l'aria,  che mantiene la propria direzio-
                  ne in  linea  retta, esce spinta  dall'acqua  attraverso i fori
                  opposti a quelli che sono nell'acqua: l'aria  esce ed entra
                  l'acqua. Quando invece la clessidra viene immersa dritta
                  nell'acqua, l'aria non potendo uscire in linea retta, perché
                  la parte superiore é bloccata, rimane intorno ai pn.mi/orz;
                  perché non é nella sua natura comprimersi in sé stessa.
                  La  prova  che  l'aria  immobile  può  impedire  l'accesso
                  all'acqua  é offerta proprio  da  quello che accade  con  la
                  clessidra.  In/attz;  se  si  riempie  d'acqua  il bulbo  della
                  clessidra  e si chiude il tubo,  e poi si capovolge la  cles-
                  sidra  sul tubo,  l'acqua  non  va  attraverso  il tubo fino
                  alla  bocca.  Aperta la  bocca,  l'acqua  non  scorre via per
                  il tubo immediatamente,  ma dopo  un po' come se essa
                  non /asse alla bocca del tubo ma vi arrivasse più tardz;
                  dopo  la  sua apertura.  Quando la  clessidra é riempita e
                  diritta,  l'acqua scorre via attraverso i fori del /o n do,  ap-
                  pena viene aperto il tubo,  perché é in contatto con essz;




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