Page 66 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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Circa la natura del tubo, lo si deve ipotizzare di cuoio o
di tela catramata, con spirale metallica interna di rinfor-
zo, abbastanza rigido da non schiacciarsi per la pressione
dell'acqua.
Del resto, per strano che possa sembrare, nella tec-
nologia romana non risulta disponibile nulla di simile
a un moderno tubo flessibile, di discreta lunghezza, né
peraltro sembra che fosse realizzabile ad eccezione for-
se delle manichette di tela catramata. Ma queste, senza
dubbio efficaci per il deflusso dell'acqua in pressione,
non lo erano affatto per quello dell'aria sottoposta alla
pressione dell'acqua. Certamente avrebbero potuto,
sia pure con un ottimo rivestimento a tenuta ermetica,
condurre l'aria a pressione maggiore dell'acqua circo-
stante, ma altrettanto certamente non soltanto quella
aspirata dalla superficie. Anche Leonardo da Vinci, di-
segnando un aeratore, lo collega al subacqueo median-
te canne snodate, senza alcun lungo tubo di cui ancora
mancava la concreta disponibilità. Quando lo si realiz-
zerà, inserendo una spirale metallica in una manichetta
di gomma o di tela gommata, assumerà la connotazio-
ne di una trachea, quasi fosse una forma imposta dalla
funzione!
2" - Nel primo menzionato bassorilievo assiro del IX
sec. a.C. compaiono due soldati che nuotano sotto il pelo
dell'acqua del fiume Eufrate, respirando l'aria contenuta
sario mantenere il recipiente dritto mentre scende per
in un otre attraverso una piccola cannula. Dal punto di 3
impedire all'aria difuoriuscirne e all'acqua di entrarvi.
vista tecnico, l'otre si schiaccia per la pressione dell'acqua
al crescere della profondità d'immersione, comprimendo
Una sorta di micro campana individuale, che in breve
a sua volta l'aria al suo interno fino ad equipararla a quella
conobbe un'ampia diffusione, per la sua facilità d'impiego
dell'acqua esterna. L'aria perciò è somministrata al so m-
e per la sua utilità, nonostante la brevissima autonomia re-
mozzatore già idonea alla respirazione alla quota d'immer-
spiratoria che garantiva.
sione. Grazie a quella sorta di zampogna-bombola, per la
prima volta nella Storia alcuni uomini respiravano aria a
4" - Non stupisce, per quanto appena delineato, che
una pressione maggiore di quella atmosferica, sia pure per
dopo aver studiato l'impiego del !ebete sia stato proprio
pochissimi minuti!
Aristotele ad immaginarne un modello gigante all'interno
del quale non solo la testa di un subacqueo ma, addirit-
3" - Sempre ad Aristotele dobbiamo, come accennato,
tura, più persone vi avrebbero trovato posto prima d'im-
la descrizione del !ebete per uso subacqueo, un vaso di
mergersi. Non più un vaso quindi, ma una grande tinozza,
bronzo in cui si introduceva la testa prima d'immergersi, debitamente zavorrata, che in seguito avrebbe assunto il
e capace perciò di garantire ai sommozzatori pochi minu-
nome di campana da immersione.
ti di autonomia a modeste profondità:. n filosofo, infatti,
così descriveva quella sorta di grossa caldaia rovesciata, già
usata dai pescatori di spugne: 3 Da ARisTOTELE, Problemata physica, XXXII, 5.
In alto: disegno di Leonardo da Vinci tratto dal Codice Atlantico (/.
Affinché i pescatori di spugne possano respirare facil- 909) raffigurante un subacqueo.
mente, si cala una caldaia, non piena d'acqua ma di Nella pagina a fianco: ricostruzione della tenuta da subacqueo dise-
aria, che aiuta costantemente l'uomo immerso; è neces- gnata da Leonardo da Vinci.
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