Page 74 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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accennato, dimostrano la relativa frequenza sia delle Potrebbe, se mai, stupire il troppo ricorrente naufra-
perdite che, appunto, dei recuperi. In almeno un caso, gio su fondali molto bassi, ma bisogna ricordare che la
quello inerente a una nave romana affondata nei pres- navigazione, fin quasi al XIX secolo, avveniva soltanto
si del porto di Mandrague, sulla costa nord occidentale a vista, di capo in capo, non esistendo alcuna possibili-
di Giens, scoperta nel 1967 su di un fondale compreso tà di calcolare con discreta precisione la posizione della
fra i 18 ed i 20 m, le attività archeologiche permisero di nave. Quindi nessuna imbarcazione si allontanava più di
riportare in superficie una buona parte del carico, circa un miglio dalla terra, anche per la costante insidia dei
600 anfore, disposte in origine su tre strati, in una stiva corsari, e vi rientrava sistematicamente sul far della sera,
lunga una quarantina di metri e larga una decina. Per la per cui gli affondamenti inevitabilmente si concentrava-
regolarità dello stivaggio fu agevole far ammontare il tra- no proprio in questa ristretta fascia, dai fondali alquanto
sporto originario a circa 10.000 anfore simili, delle quali modesti.
però non vi era alcuna traccia! La presenza nei pressi del
relitto di numerose pietre, come quelle usate per zavorra
dagli urinatores e l'osservazione che la flora marina, parti- 4.5. I falsi segnali
colarmente abbondante, era cresciuta dopo la scomparsa
di gran parte delle anfore, notificarono l'avvenuto recu- Nella Grecia arcaica diversamente dalle leggi promul-
pero effettuato poco dopo l'affondamentoll. gate in Roma, quanto trovato sulla spiaggia dopo un nau-
fragio, e non di rado persino i superstiti, apparteneva a
chi li trovava. Si trattava di un apporto economico non ir-
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Il relitto della grande nave da trasporto romano, un mercanti-
rilevante, soprattutto lungo le coste frastagliate dove era
le stimato di 400 tonnellate di portata lorda con dislocamento di
5.500 tonnellate, fu scoperto nell967 ad una profondità di 18-20 abbastanza facile naufragare durante le tempeste. Non
m, allargo della costa meridionale della Francia in prossimità del stupisce pertanto che si esaltò quel naturale rischio con
porticciolo di La Mandrague de Giens. L'affondamento avvenne false segnalazioni nautiche, nella fattispecie fuochi accesi
intorno al 70, mentre trasportava un cospicuo carico di vino. Gli a mo' di fari: non indicavano, ovviamente, la rotta sicura
scavi subacquei si effettuarono tra il 1976 e il 1982, e nel corso
del lavoro si è scoperto che il relitto era stato oggetto di recupero
poco tempo dopo l'affondamento. Le tante pietre disseminate nelle che riuscirono a portare in superficie almeno la metà delle anfore
sue immediate adiacenze, infatti, appartenevano agli apneisti locali trasportate.
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