Page 77 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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PARTE QUINTA
LA CAMPANA SUBACQUEA
5.1. Attività subacquea all'assedio di Tiro sione del Macedone di far trarre dal mare quei micidiali
scogli:
Nell'estate del 332 a.C. Alessandro il Macedone intra-
prende l'investimento ossidionale di Tiro. L'impresa si di- Per le navi da trasporto dei cavalli e per le triremz; che
mostra subito improba sia per l'ubicazione della città, su accostavano al muro le macchine, non era agevole in
un isolotto a mezzo miglio dalla terraferma sia per le sue quel posto avvicinarsi alla città, poiché molti massi get-
possenti fortificazioni, erette quasi sul bordo della spiaggia. tati in mare impedivano loro l'attacco da presso. 5-Ales-
L'artiglieria nevrotona macedone, nonostante l'ado-
zione dei rivoluzionari propulsori a torsione, da una tale
attinse furono i diari di Tolomeo e di Aristobulo, che a suo parere
distanza non può entrare in azione, né può effettuare un avrebbero dato ampia attendibilità all'opera. È certamente signi-
efficace tiro da bordo delle navi per la loro instabilità e, ficativo che nella selezione degli argomenti operasse una drastica
soprattutto, per la loro simmetrica esposizione ai colpi dei distinzione fra la tradizione più accreditata, della quale si awale, e
difensori che per la eccessiva vulnerabilità degli scafi si quella più leggendaria, detta vulgata, che troverà ricorrenti esposi-
dimostra di ben altra consequenzialità. L'unica possibilità zioni.
prospettata al giovane condottiero è la costruzione di un Nella pagina a fianco e sotto: ra/figurazioni artistiche dell'assedio di
lungo istmo artificiale che trasformi l'isola in una penisola, Tiro condotto da Alessandro Magno nel332 a.C.
una sorta di diga foranea sufficientemente larga
da consentire di battere, da distanza ravvicinata
e da colossali elepoli, le mura nemiche.
L'idea trova immediata attuazione, ma col
progredire dei lavori le difficoltà montano: il
fondale sempre più alto ingoia le gettate mentre
le artiglierie delle navi dei Tiri decimano i ge-
nieri, obbligando la flotta macedone a un'inces-
sante crociera. Le acque, già infide per le fortt
correnti, sono rese ulteriormente temibili dag~
uomini rana nemici che vi affondano grossi ma
cigni, capaci di squarciare le carene degli sca
incautamente accostatisi.
1
Arriano, nella sua Anabasi di Alessandro , ri-
evocando l'episodio, pone in evidenza la deci-
1 L'Anabasi di Alessandro, fu iniziata da Arriano ad
Atene, durante l'ultimo periodo della sua vita, ed ebbe
come modello J'Anabasi di Senofonte, da cui il titolo e
la suddivisione in sette libri. Le fonti alle quale Arriano

