Page 82 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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la stessa pressione dell'acqua al di fuori, un sommozzatore
             respirandola mediante un tubo collegato ad un boccaglio
             era in grado di allontanarsi di alcuni passi dalla campana,
             operando sul fondo eventuali recuperi. Ovviamente supe-
             rata  la  ventina  di  metri  di  profondità  si  sarebbe  dovuta
             effettuare una decompressione, prima di tornare in super-
             ficie,  ma  raramente  campane  siffatte  potevano  scendere
             ulteriormente.
               Stando alle fonti, infatti, che almeno su questo sembra-
             no concordi, venne costruita come una grossa tinozza, ir-
             rigidita da spesse cerchiature di ferro esterne e da massicci
             anelli di legno interno, munita di oblò a vetri trasparenti di
             piccole dimensioni, e minuziosamente calafata. I vetri non
             costituivano  un  grave  problema limitandosi  la  pressione
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             da  sopportare fra  l  e 2 kg/cm ,  peraltro neutralizzata da
             quella dell'aria interna. Più interessante la spessa calafata-
             zione sempre ricordata dai vari autori, i quali non dicono,
             però,  esulando  dalle  loro  competenze,  che  a  differenza
             delle navi coeve non fu  fatta  all'esterno delle doghe,  cioè
             tra il legno ed il mare, ma all'interno, cioè tra l'aria e il le-
             gno!  Serviva, infatti, a impedire all'aria interna di sfuggire
             e,  per ovvia  conseguenza, impedendo all'aria di  uscire, a
             maggior ragione, impediva all'acqua di entrare!
               Va osservato, inoltre, che uno scafo tanto capiente con-
             sentiva  a  due  uomini  la  permanenza  per  circa  3-4  ore,
             (l'ossigeno all'interno ne avrebbe consentite molte di più
             senza però il letale accumularsi di anidride carbonica) du-
             rante  le  quali  potevano  osservare  dagli  oblò  e  dall'aper-
             tura della base l'ambiente circostante. Col tempo si perse
             nozione delle esatte caratteristiche della Kolympha e delle   Nella pagina a fianco:  ricostruzione ipotetica in base alle descrizioni
             sue  effettive  connotazioni, moltiplicandosi  alloro posto,   pervenuteci della Kolympha.
             sin dal II secolo della nostra era, una pletora di leggende e   Sopra: profilo in bronzo di Leon Battista Alberti.
             di assurde fantasie che in nulla la rievocavano. Per trovare
             di nuovo una reale campana subacquea si deve attendere il   dai Tiri sul fondo del mare per affondare le navi macedoni.
             1446 con i tentativi compiuti da Leon Battista Alberti, per   Forse dei pali conficcati sul fondo, forse delle catene tese,
             recuperare le navi di Nemi, e soprattutto il1535 con quelli   forse  dei macigni appena sotto la  superficie: in  ogni caso
             effettuati con maggior fortuna da Francesco De Marchi.   ostacoli insidiosi destinati a sfondare le  carene delle navi
                                                                    che  avessero  tentato  di  accostarsi  alle  mura  per batterle
                                                                    con  le  loro  artiglierie.  Ma  nelle  rievocazioni  quella  con-
            5.4.  Immersioni/antastiche                             creta finalità scompare per lasciare spazio ad una serie di
                                                                    descrizioni leggendarie e fantastiche,  divenendo il  brano
               Le numerose raffigurazioni medievali che  tramandano   che segue nel Romanzo di Alessandro:
             uno  strano  sovrano,  tale  per la  corona  che  immancabil-
             mente  calza  in  testa,  chiuso  in  grossa  botte  di  vetro im-  Come vidi quelle perle straordinarie,  pensai che negli
             mersa  nel  mare,  costituiscono  un  singolare repertorio  di   abissi di quell'in navigabile mare forse  c'erano altri te-
             ingenue  raffigurazioni  che  in  qualche  modo  tentavano   sori: e perciò inventai questa macchina: una grande gab-
             di  spiegare  la  straordinaria  esperienza  sottomarina  di   bia di /erro,  dentro la  quale fosse  inserita  una  enorme
             Alessandro.  Per quanto lecito  dedurre dalle  fonti,  scopo   botte di vetro; doveva essere spessa un cubito e mezzo e
             dell'immersione era la  visione  diretta degli  ostacoli  posti   sul fondo doveva esserci un /oro,  da  cui potesse passare




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