Page 84 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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la  mano di un  uomo per sondare cosa  ci fosse  sul fon-  l'incomprensibile disegno divino. Va ancora precisato che
               do  del mare; all'interno doveva  esserci una portella di   gli Arabi chiamavano Alessandro Magno per la sua gran-
               chiusura del /oro,  sul fondo del vaso: di modo che io po-  diosa potenza anche  Dhu'l Qarnain, ovvero il Bi-cornuto,
               tessi entrarvz;  chiudermi dentro e metter fuori dal /oro   colui che ha due corna, così esplicitato nel Corano:
               la  mano,  per prendere  dal fondale  sabbioso  ciò  che si
               trovava sul fondo di questo mare,  e poi ritirare la mano   Questi dissero: oh possessore delle due corna, certo Gag
               e subito chiudere il /oro.  E cosi la feci costruire: ordinai   e Magog portano la corruzione sulla terra nostra; ti pa-
               anche che vi venisse attaccata una catena,  lunga trecen-  gheremo  noi un  tributo,  a condizione che tu ponga /ra
               to e otto orgie [circa 600 m]  e diedi ordine che non mi   noi ed essi una barriera.  6
               tirassero su finché non avessero visto muoversi la  cate-
               na: - Quando arriverò sul fondo  -dissi- subito scuoterò   Chiarita  la  curiosa  denominazione  questo  è  il  brano
               il vaso,  e voi allora mi tirerete su.               menzionato:
               Quando  tutto /u pronto  entrai nel vaso  di  vetro:  vo-
               levo tentare l'impossibile! Entrai dunque nella gabbia   Nessuna nave aveva mai navigato in quel mare e nessun
               metallica,  e subito  l'entrata  venne  richiusa.  Scesi  per   uomo  lo  aveva  mai oltrepassato,  ma  Dio  lo  condusse
               centoventi cubiti [circa 50  m]:  ma  ecco  che  un  pesce,   senza pericolo fino all'oceano e ai sette mari. Il Bicornu-
               passando,  urtò con  la  coda  la  gabbia,  la  catena si mos-  to entrò poi in una gabbia di vetro che era coperta con
               se  e mi tirarono  su;  riprovai  nuovamente,  e accadde   pelli d'asino ed aveva la porta chiusa con catene e anelli;
               lo  stesso.  La  terza  volta finalmente  riuscii a scendere   portò con  sé anche i viveri necessari al sostentamento
              fino a trecento e otto cubiti e H vedevo pesci di tutte le   e li depose  all'interno  della  gabbia  e condusse  con  sé
               specie,  che mi giravano intorno.  Ed ecco che arriva un   anche due amici.  Cosi parlò ai suoi soldati: "sia fatto un
               pesce enorme,  che mi prende con  tutta la  gabbia  nella   patto tra  noi:  se tornerò  da  voi prima  che  trascorrano
               sua  bocca,  e mi trasporta fino  a terra,  a un  miglio  di   100 nottz;  tutto bene,  se  non  sarò  tornato andatevene
               distanza: nelle barche,  che mi tenevano,  c'erano trecen-  pure senza  di me".  Lasciò poi i suoi soldati e Dio fece
               tosessanta uominz;  e il pesce li rimorchiò tuttz;  insieme   in  modo  che  nessuno  di  loro  lo  naufragasse.  Dopo  la
               alle loro quattro imbarcazioni.  Come fu arrivato a terra   decorrenza  di 70  nottz;  Dio chiamò  l'angelo che aveva
               stritolò con i denti la  mia gabbia  e poi la  sputò a riva:   cura del mare e gli disse: "ascolta e fa quello che il Bicor-
               io  ero  mezzo morto,  anzi morto del tutto dalla  paura.   nuto ti ordina. Prendi/o e proteggi/o da tutto quello che
               Mi gettai a terra,  prostrato,  a ringraziare  la  superiore   potrebbe capitargli negli abissi del mare."
               provvidenza che mi aveva protetto e /atto sopravvivere   L'angelo andò dal Bicornuto in pace e serenità.  E il Bi-
               a quel terribile mostro  ...  5                        cornuto gli disse: "chi sei?" E l'angelo rispose: "sono co-
                                                                      lui che ha cura del mare e degli animali marinz;  dall'o-
               A  riprova  della  fama  e delle  molteplici varianti  dell'e-  rigine fino  alla fine."  Allora,  la  gabbia  di vetro  nella
            pisodio,  va  citata  un'altra versione  sempre  di  epoca me-  quale andava  il Bicornuto venne colpita  dal mare e le
            dievale. In questo secondo brano Alessandro e un paio di   onde sbattevano sui fianchi.  E l'angelo disse:  "senza  la
            suoi  amici  s'immergono in  profondità  fantastiche  dell'a-  mia protezione la gabbia andrebbe in frantumi e tu stes-
            bisso  marino,  per un  tempo lunghissimo  in  una  sorta di   so  moriresti."  Il Bicornuto  ascoltando  ciò  si rassicurò
            esperienza iniziatica, scoprendo lo spettacolo meraviglioso   molto. E di nuovo l'angelo disse: "non rallegrarti prima
            e terrificante di un mondo sommerso popolato da pesci e   di  essere  rz'emerso  dal  mare."  E nuovamente  l'angelo
            balene gigantesche. Al  sovrano è fatta la grazia di parlare   parlò:  "vuoi che ti /accia  vedere le meraviglie che sono
            direttamente  con  un  angelo  del  Signore  ma  l'esperienza   in /o n do al mare?" E il Bicornuto disse:  "Sz',  Signore e
            rimane al di fuori della sua comprensione, avvolgendo l'in-  messaggero di Dio." Allora l'angelo chiamò un  mostro
            tera  vicenda  in  un'aura  di  mistero. n ruolo  del  sovrano   del mare e il mostro giunse subito gli si pose di fronte
            macedone è così  assimilato  a quello del comune mortale   al Bicornuto.  E l'angelo  disse al Bicornuto:  "vedi que-
            davanti al quale, col preannuncio di un angelo, si sviluppa

                                                                    6   Dal Corano XVIII; La caverna,  93.
            5   La  traduzione è tratta da  M.  CENTANNI,  a cura di, Il romanzo  di   Nella pagina a fianco ed in quella successiva: altre miniature medie-
            Alessandro, II, 38, Venezia 1998, pp. 111-12.           vali raffiguranti l'impresa di Alessandro.
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