Page 88 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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Ancora una volta la  mancanza  assoluta di  stupore per   Adunque i Bizantini in  que' tempi d'assai cose singolari
             una impresa subacquea lascia dedurre che fosse ormai en-  oprarono,  molti travagli ancora  soffrirono,  mentre per lo
             trata nelle procedure belliche, magari utilizzando uomini   spazio di tre anni interi da tutte quasi le flotte del mondo
             appositamente addestrati. Va  inoltre fatta una osservazio-  furono assediati. Io poche di quelle cose riferirò, che destano
             ne squisitamente tecnica: le ostruzioni subacquee ottenute   qualche ammirazione.  Prendevano essi veramente alcune
             affondando navi cariche di sassi,  non potevano trovarsi a   navi alloro passaggio, che essi con insidie assalivano oppor-
             rilevante profondità. La carena degli scafi, infatti, difficil-  tunamente; ma prendevano ancora le triremi nella stazione
             mente scendeva più di  un paio di metri sotto il livello del   medesima de' nimicz;  le quali ad essi traevano,  tagliando
             mare, per cui la  rimozione delle pietre, che tutto ci lascia   le ancore per mezzo di nuotatori mandati sotto le acque,  e
             immaginare  di  piccola  pezzatura  rientrava  ampiamente   i chiodi/issi nei fianchi delle navz;  ai quali le funi sul lido
             nelle più facili prestazioni degli urinatores.            erano accomandate; cosicché quelle spontaneamente sem-
               Più esperti e temerari i sommozzatori bizantini che due   bravano dirigere verso di essi il corso loro, non agitate da
             secoli e  mezzo  dopo compiono una leggendaria  impresa   remz;  né da  veto.  Venivano  però presi da  essi molti mer-
             durante l'assedio alla loro Città condotto da Settimio Se-  catanti tanto  volontar;;  quanto forzato, i qualz;  dopo  che
             vero  nel  194.  Nuotando immersi  raggiunsero le  gomene   ad altissimo prezzo vendute avevano le mercanzie da  essi
             delle ancore delle navi romane e,  come prassi secolare, le   portate, fuggendo dalla àttà assediata si allontanavano .. .  9
             recisero senza fissare a questo punto le altre gomene a dei
             ramponi inchiodati sulle fiancate delle stesse navi. Alando
                                                                     9   Da DIONE  CASSIO,  LXXV, 12.
             quelle massicce funi da  terra, mediante degli argani, tira-
             rono in secca le malcapitate navi, nonostante il  prodigarsi
                                                                     In alto: ruden· subacquei delle strutture portuali di Onco.
             degli equipaggi per sottrarsi alla  cattura. Questa la  rievo-  Nella pagina a fianco: immagini tratte da codici medievalz; con scene di bat-
             cazione dell'episodio fattane da Dione Cassio:          taglie navali e assedi.  Nella centrale si scorgono i sommoz:zatori in azione.





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