Page 7 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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PRESENTAZIONE













































            Parafrasando il titolo di un noto romanzo di J ules Verne,   indiscutibile che imitare pesci e uccelli  avrebbe potuto av-
          che si dipana in un viaggio sottomarino lungo 20.000 leghe,   venire solo  disponendo  di  adeguate  'protesi'  tecnologiche,
          l'autore  ha  immaginato  un  analogo  itinerario  cronologico   dalle  ali  posticce alle sacche di aria, ingenui espedienti  che
          protrattosi per gli  oltre 20.000  anni  nel  corso  dei  quali  si   però col tempo lentamente acquisirono concretezza.
          evolse  la  conquista umana delle  profondità marine.  Tappe   A spingere maggiormente verso i fondali marini, piuttosto
          fondamentali della vicenda furono l'affrancamento progres-  che  verso  la  volta  celeste,  giocarono  i supposti  tesori  celati
          sivo  dai  suoi  due più rigidi  limiti  ambientali:  la  mancanza   e gelosamente custoditi sui  fondali,  fossero  il  carico di navi
          d'aria e la morsa della pressione.                       naufragate  o  fossero  ricchezze  naturali  quali  perle,  coralli,
            Un percorso,  questo,  di enorme importanza, visto  che il   bisso  e minerali vari.  Per potersene appropriare in maniera
          mare copre i due terzi della superficie terrestre e l'aria la sua   remunerativa occorreva, tuttavia, incrementare la durata delle
          totalità.  E tali ambiti, con la loro fauna, incentivarono l'uo-  immersioni e la loro profondità. Non estraneo alla sfida, anzi
          mo,  sin  dagli  albori  della  preistoria,  a  immergersi  nel  pri-  forse  rappresentandone la  sua  più  potente spinta,  fu  anche
          mo  tentando di emulare i pesci e a sollevarsi nella seconda   l'interesse militare, con i suoi suggestivi scenari di guerra in-
          cercando  di  imitare gli  uccelli.  Ma  scendere sotto le  onde   sidiosa,  temibile antitesi  alla guerra sulla superfice del mare
          o sollevarsi sopra le nuvole restò a lungo una mera utopia,   condotta da flotte di anno in anno più numerose e potenti.
          sebbene i nostri lontani antenati già  riuscissero a intrapren-  n taglio  delle  gomene  delle  ancore  costituì la  prima  ma-
          dere ampi viaggi grazie al mare. Un tuffo e due sole bracciate   nifestazione della nuova attività bellica subacquea, alla  quale
          nell'azzurro universo costituirono un modestissimo assaggio   fecero seguito gli sfondamenti delle carene e la  reiterata vio-
          di quanto sarebbe stata attraente una prolungata e più pro-  lazione  dei  blocchi  navali.  Quanto  alle  soluzioni  escogitate
          fonda  immersione, come del resto un vertiginoso salto sug-  per restare più a lungo sott' acqua si andò da un antesignano
          geriva l'ebbrezza del volo. Del tutto impossibile, purtroppo,   snorkel,  una  cannuccia  cava  fatta  sporgere  sul  pelo  dell'ac-
          prolungare entrambe le esperienze per cui ben presto risultò   qua, a un otre d'aria, forse sull'esempio di un singolare ragno
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