Page 12 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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A partire dal secondo millennio a.C., inoltre, le fonti vedremo successivamente, gli incursori subacquei italiani
certificano che l'attività subacquea si affiancò alle opera- portarono ai massimi esiti, rendendo inutilizzabili due po-
zioni belliche navali, difensive e offensive, attività carat- derose navi da battaglia britanniche.
terizzata costantemente da una sua peculiare connotazio- Una vicenda che, dipanatasi lungo un arco di almeno
ne insidiosa derivante dal poter restare celati sotto il pelo 20.000 anni, dopo una lunghissima gestazione preistorica
dell'acqua, dolce o salata che fosse. E dal momento che a partire dall'età classica, avvia una progressiva evoluzione
la guerra sul mare è combattuta piuttosto contro i mezzi tecnica che consentirà la conquista del mondo azzurro, a cui
che contro gli uomini nemid, e che scopo degli scontri è meritatamente si attaglia la qualifica di 'sesto continente'.
perciò mandare a fondo il naviglio nemico, non stupisce
che l'offesa tentò spesso di conseguire tale risultato agen-
do nascosti dai flutti. Come pure che altrettanto spesso fu Nella pagina a fianco: U-Boot tipo VII in emersione, 1941.
tentato il recupero di quanto affondato, immergendosi fin Sotto: pescatore di perle in un codice del IX sec. del Fisiologo di Berna.
quasi ai limiti delle possibilità fisiologiche. Vo-
lendo, in definitiva, giustificare la più stringen-
te motivazione tattica allo sviluppo dell'attività
subacquea, basterà ricordare quanto scriveva
nel1943 NicholasJohn Spykman (1893-1943):
l'arma tedesca di maggior successo contro le
nostre forze aeree non è il veloce Messerchmitt
o il potente ]unker ma il lento sommergibile
che a/fonda le nostre petroliere nella loro rotta
dai porti del Golfo del Messico ai lontani cam-
pi di battaglia ... 2
Diversamente dagli U -boot, quel criterio
era remoto, potendo anche singoli sommozza-
tori danneggiare seriamente le maestose trire-
mi, e non di rado provocarne l'affondamento oe·L,.\.pr o c c r\ -r·o
recidendone gli ormeggi. Espediente spesso qumk~~~~-e~'nue-
utilizzato soprattutto contro le imbarcazioni
scaglionate per blocchi navali\ o riparatesi nel- munr"mm t~(icrern ~,;,J,mf't't'UI"tt"'dm
4
le insenature nel corso di operazioni anfibie • t.nm.tre-;\.Jena~~eflit_;m..u-~m.!ln
Per molti aspetti si potrebbe considerare la mcuenw"·5~et"!J"Ct1rL-tr:ur1~~
rivincita dell'umile subacqueo contro lo stra-
potere delle navi, variante marina dell'impari /lJnu.emtmr'm..u-~·Co~prr~m
duello fra un invisibile Davide e i vistosi Golia, t,m..trri ..tper-troflitum !l.(al:tptkur.lm ~
destinati però, come il biblico colosso, a soc- ~ltrtimul.sllu~~~puC~;\_utur
combere ai sottovaluti insulti. Prassi che, come
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1 Cfr. A. MAI-!AN, L'influenza del potere marittimo sulla dtxt~· Cece-~;: e--~urrcllrr p«.:..tr:A..mw1J,.
Storia, Roma 1994, p.61 e sgg. Cfr. F. RuGE, La guerra h~EutrA-mA.~~ qui-m~cmcfiuclt.tertr
sul mare, Milano 1970, pp. 14-16.
2 N. J. SPYKMAN, The geography o/ peace, Halrchurt, J:,~were--uenJ;lrcn.mlA ~p.wrenbr .:Unuetucf'ei ·
. - ,.
Brace and Co., New York 1944, pp. 46-47
> Cfr. O. Dr GrAMBERARDINO, L'arte della guerra in v
mare, Roma 2002, pp. 92-96
4 Cfr. E. BRAVETIA, La grande guerra sul mare, Verona
1925, vol. I, pp. 24-25

