Page 247 - 1992 - XVIII Congresso Internazionale di Storia Militare
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RI.IHU ROOT  E GENERA L ST Aff                           213
      propria autorità, secondo un modello di relazione operativa definita io termini so-
      ciologici come "coUeague relationship". TI  modello dì relazione tra Commatuiing of
      fims e Generai Sialfoffims nell'esercito americano, sulla base dei presupposti delineati
      da Roor, era, sempre con linguaggio preso a prestito dalla sociologia,  una "alttrtgo
      relationship". L'ufficiale di StatO Maggiore, cioè, agiva in linea di principio come
      assistente del Comandante di unità, deputato a sbrigare per lui una serie di incom·
      benze, e comunque non in grado di emettere ordini per propria autonoma autori-
      tà 17>.  In questo si  rivelava  il persistere della antica concezione, viva soprattutto in
      contestO anglosassooe, secondo la quale per 'Jialf si intendeva il seguito di assistenti
      "personali"  del  Comandante.
          li rifiuco della doppia autorità corrispondeva d'altra parte all'applicazione del
      principio della "unit:y of command", ovvero dell'obbligo di non dividere autorità e
      responsabilità fra individui diversi, e di definire sempre, in qualsiasi sistema deci-
      sionale. gerarchie precise e assolucamenrc lineari. Tale principio trovò codificazio-
      ne teorica negli Srati Uniti era fine Ottocento e inizio Novecento, nell'ambito dello
      sviluppo delle nuove scienze sociali. e in particolare della scienza dell'amministra-
      zione che ebbe era  i  suoi  primi  rappresentanti Woodrow  Wilson l8l,
          In altre parole, Roor aveva come riferimenro teorico da un !aro l'organizzazio-
      ne militare tedesca, c dall'alrro i ''business methods" e le incipiend domine dello
      "scientific management", di cui aveva una conoscenza diretta, gruie alla sua espe·
      rien1.a legale nel settore delle grandi corpomtious. Non è quindi solo una còincidenla
      il  facto  che Federick  T~tylor, ammiratore della  rcoria della  "unicy of command"
      (e, sia detto per inciso, dispregiatore del milirarismo prussiano), iniziasse l'attività
      di conmltl'ng trtgintllt' che doveva renderlo famoso, proprio nel  1903, lo stesso anno
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      in cui  Root varò il suo Gmeral SJpff< >.
          Volendo generalizzare  le  implicnzioni culrurall,  è possibile affermare che il
      Generai Stalf americano aveva uno srarus eminenremence funzionale; con conrrad·
      dizione apparente, Root, dopo aver  rimarcaro le  limitazioni di autorità del Chiif
      o/Stdj/affermava, sempre nel rapporto per il 1902: " le does nor follow, however,
      char che principal and rrusred genera! of che army canoor cxercise a grear influence
      in  che  concrol of che nrmy and praccically manage i t  in  ali  military  matters" (IO>.
      li fatto è che nella sua visione l'aucorirà del Capo dl StatO Maggiore si sarebbe ac·
      cresciuta col  rempo rispetro ad alcre nucoricà militari precsistenti  (in  particolare,
      quelle dei potenti capi dei servizi logisrici), per via naturale, in virtù del su.o costi-
      cui re l'indispensabile centro ordinatoce dell'apparato. Una previsione che in realtà
      si dimostrò almeno in parre errata, e che dimostrava un'imperferra comprensione
      da parte del Ministro della Guerra tanto del modello tedesco quanto del complesso
      intreccio di crad.izioni c consuetudini che condiziona il  funzionamentO degli appa·
      rati  militari (IIJ.
          Per converso,  radicalizzando, si può dire che lo Staro Maggiore tedesco  era
      u.n'enricà  non merameme  funzionale, bensì  dotata a  priori  di  valore anrologico,
      in quamo componente dello Staco hegeliano, iposratico, trascendente i singoli indi·
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