Page 123 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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Castellammare di Stabia. Percorso agevole, privo di stroz- Sebbene apparentemente irrilevante, ai fini dell’indagine
zature e di significative pendenze, capace perciò di assor- è fondamentale stabilire che proiezione avessero quei casa-
bire un’ingente massa di traffico, canalizzandolo con una li sulla costa e, se possibile, le rispettive giurisdizioni. Un
comoda e breve passeggiata, verso Sorrento o verso Napo- importantissimo indicatore al riguardo può ravvisarsi nello
li. In altre parole, partendo dal sito più esposto alle ire del scoglio di Rovigliano, il piccolo isolotto che si trova a poche
Vesuvio, corrispondente all’odierna Torre del Greco, con centinaia di metri al largo dell’attuale foce del Sarno, su cui,
due o tre ore di marcia al massimo, chiunque si sarebbe con assoluta certezza, i Romani prima della catastrofe eres-
posto al sicuro, cioè al riparo da una catastrofe vulcanica sero una qualche costruzione come testimoniano gli estre-
quale quella del 79! mi lacerti murari in opera reticolata, ancora ben evidenti.
In particolare, secondo la maggior parte degli studiosi, nelle
La linea di costa romana sue rocce viene: “in genere identificata la Petra Herculis ri-
cordata da Plinio presso Stabiae: l’identificazione rimane però
Nel 1859, durante i lavori per la costruzione di un nuo- incerta... Nella base della torre è inglobato un muro in accura-
vo ponte sul Sarno, affiorarono dapprima alcuni reperti ta opera reticolata di tufo, inserito nella cortina della scarpata
romani, quindi diversi ruderi, che divennero presto più di base della torre di difesa costiera dal lato che guarda verso
consistenti . Per una serie di motivazioni quelle scoperte
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indussero a ritenere che proprio lì, di fronte allo scoglio
di Rovigliano, il fiume, prima di entrare in mare formasse Sotto: elaborazione gradica della cartografia dell’Officio Topografico del
un’insenatura, utilizzata come porticciolo di Pompei. Ma Regno di Napoli, 1817-19: foglio 82\57. Al di sotto della ricostruzione
del profilo costiero antecedente l’eruzione del 79 (ricavato in base ad una
i Romani attribuivano la spiaggia in cui si apriva la foce, sessantina di sondaggi e pubblicati in C. Malandrino, in Neapolis, So-
a Pompei o a Stabia? Di Stabia, come accennato, sappia- printendenza Archeologica di Pompei, vol. II, p. 223 e sgg., Roma 1994)
mo con certezza che venne investita ed espugnata da Silla. è possibile distinguere il corso e la foce del Sarno prima della rettifica.
Da quel momento decadde
ad un gruppetto di casali. Lo
stesso Plinio così la rievocava
nella sua Naturalis Historiae:
“Poi nell’agro campano vi
fu la città di Stabia fino al
tempo che Gneo Pompeo e
Lucio Catone erano consoli
al 30 aprile [dell’89 a.C.],
nel quale giorno Lucio Silla,
delegato per la Guerra So-
ciale, la distrusse, e ora si è
trasformata in varie ville” .
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2 Per approfondimenti al riguardo
cfr. A. PesCe, Il polverificio borbonico
di Scafati e la rettifica del basso corso
del Sarno, Scafati 1996, pp. 51-96
3 Da G. Plinio seCondo, Natura-
lis historiae, lib. III, 9: “In campa-
no autem agro Stabiae fuere usque
ad Cn. Pompeium et L. Carbonem
Consules pridie Kalendas Maii quo
die L. Silla legatus bello sociali id
delevit quod nunc in villas abiit”.
Nella pagina a fianco: veduta aerea
dell’area archeologica di Pompei.
parte quarta - alle falde del vesuvio 1 2 1

