Page 204 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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essere l’estremità di una insegna. A qualche distanza affio- vero, a chi apparteneva la villa? L’edificio era in territorio
rarono molti scheletri di povere gente, perché non avevano di Stabia? Qual’era esattamente il corso del fiume? Dove
niente su di loro e così di seguito fino al bordo del caseggiato si trovava il borgo marinaro di Pompei?
rurale, che si sulla mia proprietà verso sud. Ma noi crediamo di potere affermare che la villa in que-
La disposizione di questi scheletri, tra i quali si trovava stione è di Rectina e di Cesio Basso; che Plinio vi si recò
pure un medico è dunque ben chiara; i gioielli in oro, come in lettiga per soccorrere Rectina e per studiare il fenome-
pretenderebbe la pubblicazione, di poco valore, ma tutti mas- no più da vicino; la librunica che l’aveva sbarcato presso
sicci, di oro fino, di buon lavoro e con delle pietre preziose. Pomponiano lo seguì per mare fino alla villa di Rectina;
I gioielli più ordinari furono trovati nel 2° e nel 3° grup- questa nave fu ritrovata nel 1858 scavando le fondazioni
po di scheletri. dell’attuale mulino a 170 metri dalla villa. Prime che essi
La pubblicazione afferma ancora che i pezzi di bronzo avessero potuto imbarcarsi la pioggia di cenere li fece tutti
della lettiga furono rinvenuti in diversi paraggi, e che uno immediatamente perire.
dei due busti di Minerva nel locale a lontano dall’ambiente Noi non mancheremo di portare l’ulteriore risultato de-
n° 3, mentre le quattro estremità delle stanghe, i pezzi di gli scavi alla conoscenza del mondos scientifico.
sostegno ed il busto di Minerva a base quadrata furono
trovati all’interno dell’ambiente n° 3; un busto di Minerva Ing. GennAro MAtrone
fu trovato nel locale a in mezzo agli scheletri.
L’ambiente n° 3 è il portone del caseggiato rurale di cui
fa parte il locale a. Gli abitanti, vedendo la lettiga presso il
portine, hanno potuto strappare la Minerva e portarla con
loro nel locale a per invocarla nel grande pericolo. Può
darsi che la lettiga non aveva che una sola Minerva e che
l’altra ritrovata presso i cadaveri non gli appartenesse; ciò
nulla aggiunge e nulla toglie alla nostra tesi.
La pubblicazione aggiunge che il gladio è un gladio co-
mune da centurione, mentre, al contrario, questo gladio,
che si può osservare è una spada da comandante o me-
glio da distinzione, molto finemente lavorata, con tre con-
chiglie ed altri ornamenti sul bordo in bordo del fodero,
l’impugnatura è d’avorio che non è tipica di un gladio da
combattimento di un centurione.
Un’altra ipotesi è che questi scheletri dai ricchi orna-
menti d’oro, facendo parte di un gruppo di convitati, sorpre-
si dalla pioggia di lapilli nel termopolio n° 7, non potettero
essere ammessi perché troppo numerosi per entrare in quel-
la stanza, anche perché arrivarono dopo la pioggia di lapilli,
dal momento che se ne trovarono gli scheletri sui lapilli, ma
come spiegare questa spada in mezzo a dei convitati?
Se questa spada apparteneva ad un semplice milite, si sa-
rebbero dovuti trovare pure un elmo e una corazza; la spa-
da elegante e fine era un distintivo del grado di ammiraglio,
messa al suo fianco dopo la morte.
Dopo aver così rintuzzato le obiezioni, rettificato le ine-
sattezze, noi crediamo aver dimostrato come l’evento ebbe
luogo, in conformità alle lettere di Plinio il giovane; gli
scavi ulteriori proveranno quanto abbiamo sostenuto, ov-
A fianco: statuetta di Mercurio rinvenuta dall’ing. Matrone negli sca-
vi della villa romana.
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