Page 108 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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grande occasione di arricchimento e di espansione e, nello stesso tempo, ne scatena
la conflittualità più esasperata. La presenza musulmana è anche l'occasione della
prima grande uscita in campo di Venezia, che, due anni dopo la trionfale spedizio-
ne di Pietro Orseolo II in !stria e Dalmazia, ricambia la "bolla d'oro" del 992
a favore dei suoi mercanti cacciando i Saraceni dalla Puglia bizantina.
Altro fattore determinante nel destino delle repubbliche marinare è la venuta
dei Normanni in Italia. Scompare Gaeta, scompare gradualmente Amalfi, cade il
dominio bizantino in Puglia. In seguito alla nuova bolla d'oro di Alessio Comneno
del1082, Venezia si impegna per Bisanzio contro i nuovi venuti: è sconfitta a Cor-
fù ma· vince in Albania e vincerà ancora nel 1148 silurando definitivamente i ten-
tativi dei Normanni di Sicilia di arrivare a Costantinopoli. La difesa dell'impero
affidata ai Veneziani afferma la dipendenza militare di Bisanzio nei confronti di
Venezia e fa avanzare il processo descritto così bene da Fernand Braudel: nata al
riparo del guscio della noce imperiale bizantina, Venezia ne divora gradualmente
e, implacabilmente il gheriglio.
Se in Siria e in Palestina le tre repubbliche superstiti si battono senza esclusio-
ne di colpi (ma Venezia combatte su quattro fronti, contro Pisa e Genova in Siria,
contro la flotta egiziana ad Ascalona, contro il re d'Ungheria in Dalmazia, contro
i Padovani sulla Brenta) le supremazie si decidono altrove, nell'Egeo, dove Genova
gestisce enormi interessi economici, in Crimea, dove Venezia e Genova trovano
la canapa per le gòmene delle navi e gli schiavi per la servitù domestica, ma, prima
di tutto e soprattutto, a Bisanzio.
È là, a Costantinopoli, che la conflittualità fra le repubbliche italiane si esa-
spera: tra i mercanti italiani, numerosissimi in quella che era la piazza mercantile
più importante di tutto il Mediterraneo, non c'è mai pace, tanto che, nel 1182,
Andronico Comneno, interprete dell'esasperazione generale, crederà di risolvere
il problema ordinandone il massacro. Ma già nel 1171 Manuele Comneno, stanco
di umiliazioni .e di provocazioni, aveva fatto arrestare tutti i Veneziani residenti
nell'impero. Si preparava la grande tragedia della IV Crociata.
La vicenda è troppo nota per rievocarla ancora una volta. Basterà ricordare
che quasi certamente l'Arsenale, nel quale ci troviamo, è nato per allestire la flotta,
immensa per quei tempi, necessaria al trasporto dei Crociati; e che la leggendaria
quadriga che campeggia sulla facciata della basilica di San Marco fa parte della
quota veneziana del compendio del sacco di Costantinopoli. Dalla spartizione del-
l'impero bizantino Venezia trae, come è ben noto, enormi vantaggi: porti, basi na-
vali e isole (que~e che non riesce ad annettersi le fa conquistare dai suoi patrizi,
che ne vengono lnfeudati dal nuovo imperatore latino d'Oriente), Creta è venezia-
na e lo rimarrà fino alla metà del Seicento, Negroponte sarà veneziana di là a non
molto. Il doge può intitolarsi "dominatore della quarta parte e mezza di tutto l'im-
pero romano d'Oriente". La supremazia mediterranea di Venezia, gi.à affiorante
quando, nel1177, il doge Sebastiano Ziani poteva farsi arbitro della conciliazione
del conflitto tra le due massime potestà del mondo occidentale, il papa e l'impera-
tore del Sacro Rofi?.ano Impero, è ormai affermata.

