Page 109 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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LE REPUBBUCHE MARINARE E L'AFFERMAZIONE DI VENEZIA 95
Ma fino a quando? Un po' più di mezzo secolo dopo la "partitio Romaniae",
il trattato di Ninfea, tra Genova e Michele Paleologo, imperatore greco di Nicea,
rimette tutto in gioco. L'impero latino crolla, Michele riprende Costantinopoli, i
mercanti veneziani sono in fuga (non però i feudatari veneziani dell'Egeo, né i "ret-
tori" e i coloni veneziani di Creta, suddivisa dai dominatori veneziani in sei sestie-
ri con i nomi di quelli di Venezia, San Marco, Castello, Cannaregio, San Paolo,
Santa Croce e Dorsoduro). Genova sembra prevalere su tutti i fronti. Nel 1284
la vittoria della Meloria la sbarazza di Pisa, nel 1298, nelle acque dàlmate, Lamba
Doria infligge a Venezia una delle più tragiche batoste della sua storia. Le leghe
antiveneziane si moltiplicano, il re d'Ungheria è all'attacco in Dalmazia, Creta si
ribella più volte, Cipro s'è fatta tributaria di Genova, la politica interna è irta di
difficoltà e di contrasti. Nel 1379 i Genovesi sono attestati a Chioggia, sull'orlo
della laguna, la squadra di Matteo Maruffo incrocia davanti al Lido. La fine di
Venezia è considerata imminente, Pietro Doria vede vicino il momento in cui met-
terà le briglie ai cavalli di San Marco.
Invece, in brevissimo tempo, la situazione militare è ribaltata, e l'esito della
guerra è, in conclusione, l'affermazione definitiva della supremazia mediterranea
di Venezia. Entrambe l~ Repubbliche sopravviveranno fino alla fine del Settecento,
quando verranno travolte dalle armate e dalle idee della Rivoluzione franéese. Ge-
nova continuerà a fiorire economicamente, ma diventerà politicamente soggetta
ad ogni sorta di signorie e supremazie italiane e straniere, mentre Venezia rimarrà
indipendente e sovrana, potenza europea fino alla fine del sec. XV, potenza italia-
na fino alla fine del sec. XVII, sempre capace di elaborare una politica propria
e di tutelare i propri interessi senza ricorrere a protettori esterni; e, malgrado rove-
sci e sconfitte, in grado fino all'inizio del Settecento di tener testa con le proprie
forze, nel Mediterraneo, all'immenso impero Ottomano.
Conviene, a questo punto, tentare di riconoscere le diversità tra le maggiori
repubbliche marittime italiane e di individuare i fattori che hanno permesso l' af-
fermazione di Venezia.
D destino di Pisa è segnato dalla vicinanza di una spietata concorrente sul
mare e di un'altra pericolosa entità nell'entroterra, la ricca Firenze che, fatalmente,
finirà per divorarla. Genova dispone di un territorio metropolitano abbastanza esteso
e perciò vulnerabile malgrado la struttura topografica montuosa e impervia. Vene-
zia, almeno fino ad un certo momento, non ne ha nessuno. Non esagero: fino alla
metà del Trecento, il territorio metropolitano di Venezia arriva, salvo pochi mode-
stissimi salienti, solamente "usque ad acquas salsas", fino al limite delle acque sal-
mastre delle lagune, allora assai più estese di oggi, .dal Quieto all'Adige.
Non arriva nemmeno a Mestre, che diventerà veneziana soltanto nel 1337.
Ma la fascia delle lagune è praticamente invulnerabile quando il nemico non dispone,
com'è quasf sempre, di risorse marinare: nelle acque lagunari sono naufragati i
desideri di conquista dei Franchi e degli Ungheri, e anche in tempi assai più recen-
ti Imperiali e Spagnoli dovranno limitarsi a cannoneggiamenti a distanza, di effi-

