Page 309 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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               Fig.1  Il Presidente Einaudi saluta
               gli ultimi reduci dalla prigionia in
               URSS, stringe la mano alla Meda-
               glia d’Oro al Valor Militare Tenen-
                te medico degli Alpini Enrico Re-
              ginato, eroico medico in prigionia
                 e futuro Generale Comandante
               della Scuola di Sanità Militare dal
                             1973 al 1976.










             adagio italico!  Inoltre, se ci informiamo all’I.N.P.S., tuttora perdura l’amara bef-
             fa, a   nostre spese, ed in spregio a tanti onesti Italici pensionati o mancati tali, di
             munificenze di trapassati presidenti per gli eroi titini!
                Attraverso un tormentato scrutinio l’italia diviene Repubblica; l’ultimo non
             peggiore dei Re, così come era avvenuto con Franceschiello di Borbone nel 1860,
             prende la via dell’esilio: Ancora una volta bisogna forgiare gli spiriti Italiani…
             divisi come nel 1861!
                Sin dalla fine del’43, per epurare i soggetti compromessi col Fascismo dalle
             Forze Armate e dalle pubbliche amministrazioni,  erano cominciati nelle provin-
             ce liberate i procedimenti giudiziari; contemporaneamente procedette la legifera-
             zione in proposito sino al 1945; dobbiamo pur dire che alcuni criminali politici
             sfuggirono comunque e troppi innocenti ingenui pagarono per colpe non loro.  Il
             Ministro Guardasigilli Palmiro Togliatti pose fine a tutto il 22 giugno 1946, con
             l’emanazione della celebre amnistia politica per tutti.
                L’amnistia liberò assassini fascisti e partigiani comunisti che avevano truci-
             dato a loro volta gente anche innocente, riuscendo tutti o quasi i criminali rossi e
             neri a farla franca in compiacenti esili esteri. Ex fascisti di nessuna importanza,
             borghesi, ma anche donne, preti [2] e militari, spesso apolitici o addirittura an-
             tifascisti, continuavano ad essere invece impunemente ammazzati dalle Volanti
             Rosse nell’Italia Centrosettentrionale [9] ed anche in certe aree della Calabria con
             famiglie ndraghetose opportunamente politicizzate per l’occasione.  [7].
                1947: il primo atto ordinativo della rinnovata Italia fu la Costituzione!
                Il Primo Capo Provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, figura di rarissima in-
             contestata onestà morale e politica, firma il Testo definitivo della Carta! La nuova
             democrazia si concretizzava istituzionalmente, sia pure al momento con sola veste
             rituale, ma c’era tantissimo da fare; le  Forze Armate, ridimensionate nel numero
             per il Trattato di Pace di quell’anno, devono però ammodernarsi, adottare nuove
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