Page 312 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             2. La Sanità militare nel primo decennio della Repubblica
             2.1  Risorse Umane: i Quadri della Sanità Militare nel 1945 -55
                In questo scenario storico la Sanità Militare Italiana continua, nel difficile mo-
             mento ricostruttivo della Nazione, la sua inarrestabile dinamicità nel soccorso di
             chi soffre, pur con mezzi limitatissimi.
                Con la fine del conflitto ancora alle armi risultava un numero eccessivo di
             ufficiali medici e farmacisti. Le immissioni in ruolo furono automatiche per i mi-
             litari del Regno, furono anche assorbite poche unità di ufficiali medici partigiani
             e sbandati, comunque già militari all’8 settembre 1943, mentre molto più irta fu
             la strada per la riammissione dei provenienti dalle Forze Armate della Repubblica
             di Salò: dovettero subire, al contrario dei Pezzi Grossi, scrutini selettivi od addi-
             rittura procedimenti epurativi, indipendentemente dal non aver compiuto azioni
             delittuose. Proprio come all’Unità d’Italia nel 1861 con Sabaudi, Garibaldini e
             Borbonici, anche se con criteri diversi!  Ricorso vichiano!
                Sebbene dappertutto i sanitari militari avessero svolto con dignità la loro opera,
             non mancarono casi di procedimenti disciplinari per la loro epurazione. Proprio al
             seguito delle truppe del Corpo Italiano di Liberazione, si muoveva un colonnello
             medico che minacciava di fucilazione i colleghi che erano sempre rimasti ai loro
             posti di doverosa assistenza dei feriti e malati dopo il terribile 8 settembre 1943.
                   Un caso emblematico fu quello del Ten. Col. Med. Gerardo Mennon-
                   na, medaglia d’Argento al V. M. per aver salvato migliaia di esisten-
                   ze in Etiopia con la sua preziosa attività igienistica ed poi anche ar-
                   tefice di umano soccorso e libertà, in seno alla Resistenza fiorentina
                   nel tragico agosto 1944: neanche lui fu risparmiato dalla calunniosa
                   accusa di qualche collega e nel 1947 congedato d’autorità; occorsero
                   altri due anni di tribolati ricorsi e riesami per poter tornare al suo me-
                   ritato posto, per poi 10 anni dopo ascendere legittimamente al grado
                   apicale della Sanità Militare.
                Con l’avvento repubblicano in italia era presente uno straordinario numero di
             Ufficiali Medici e Farmacisti, specie nei gradi intermedi e dirigenziali; era indice
             di uno scarso assorbimento da parte delle scarnite strutture sanitarie civili che
             oltre tutto preferivano ammettere i più giovani laureati. I Colonnelli ed i Generali
             in esubero furono collocati a riposo mediante l’applicazione dell’Aliquota Ridu-
             zione Quadri (ARQ), strumento organico introdotto sin dal primo Dopoguerra,
             mentre i Corsi per Ufficiali di complemento iniziarono nel 1947 e per lo s.p.e. nel
             1950 per l’Esercito e l’anno successivo con nuovi disposti normativi per le altre
             due Forze Armate. Nel secondo Dopoguerra, le figure professionali specifiche di
             Legge erano rappresentate soltanto da medici e farmacisti, perché infermieri, tec-
             nici di Radiologia, di Laboratorio, di Farmacia etc, lo si diventava con la pratica,
             come in ambito civile.
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