Page 345 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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William Donovan
Nessuna restrizione era invece prevista all’impiego del controspionaggio ita-
liano per misure preventive di sicurezza, come il controllo dei rifugiati, le indagini
su incidenti che avessero provocato dei sospetti o su inchieste relative a possibili
eversioni fasciste, riconoscendo agli elementi operativi una conoscenza capillare
del territorio.
Nonostante questi seri paletti, però, i Servizi alleati cercavano costantemente
l’apporto del SIM, fatti salvi quei principi che ritenevano necessari per mantenere
un elevato livello di sicurezza: fiducia certamente, ma con una grande prudenza
che sconfinava nella sfiducia... La collaborazione si era fatta peraltro stretta se
il 17 giugno 1944 il maggiore Koch (da non confondersi con il tristemente noto
fascista Koch, a capo della omonima ‘banda’) scriveva al Tenente Colonnello
Renato De Francesco, in quel momento Vice Capo Ufficio SIM, al Comando Su-
premo, che venti ufficiali lavoravano nel suo gruppo per il Servizio e pregava di
confermare che erano riconosciuti come ufficiali dell’Esercito Italiano in servizio
attivo in quei ruoli, temporaneamente distaccati presso il G-2 della 5^ Armata .
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A mano a mano le varie sezioni o sottosezioni del sim iniziavano a orga-
nizzare anche le loro relazioni scritte secondo il sistema di trasmissione degli
11 NARA, RG 226m NND – 877190, 17 giugno 1944.

