Page 52 - NONOSTANTE IL LUNGO TEMPO TRASCORSO…Le stragi nazifasciste nella guerra di liberazione 1943–1945
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     Paolo Pezzin          o
     Paolo Pezzino
     Storico








      L’otto settembre 1943 venne annunciato l’armistizio dell’Ita-
      lia firmato il 3 settembre a Cassibile, in Sicilia, che preve-

      deva la resa incondizionata alle potenze alleate. La notizia
      fu diffusa nel pomeriggio dell’8 settembre dal Comandante

      supremo delle forze alleate nel Mediterraneo, generale Dwi-
      ght David Eisenhower, mentre il Re e Badoglio (il generale
      che era stato nominato capo del governo dopo l’arresto di

      Mussolini il 25 luglio 1943), ancora tergiversavano, cercando
      di procrastinare questo annunzio, timorosi com’erano della

      reazione tedesca.

















      Il risultato dell’atteggiamento ambiguo della  che invece ricevettero i comandanti delle truppe
      monarchia e del governo fu che l’Italia si trovò  schierate a Roma furono tali da impedire qualsiasi
      impreparata, e soprattutto si trovò imprepara-      efficace loro intervento, giacché erano rivolti più a
      to l’esercito, ad affrontare le conseguenze di  proteggere la fuga del re che alla effettiva difesa
      quell’annunzio, cioè l’occupazione del suolo ita-   della Capitale. E nessun esercito può continuare
      liano da parte dell’esercito tedesco.               a combattere senza una chiara e legittima catena
          Il Re, Badoglio e le alte gerarchie dell’eserci-  gerarchica, che trasmetta ordini precisi.
      to scapparono – questa è la parola che purtroppo         Ciò nonostante, vi furono numerosi scontri
      connota il loro comportamento – verso Brindisi,  fra  Italiani  e  Tedeschi,  a  volte  già  ai  limiti  della
      passando da Pescara, lasciando l’esercito sen-      guerra regolare: molti reparti si opposero al di-
      za chiare istruzioni su come regolarsi.  Ne seguì  sarmo che veniva imposto dai tedeschi, e rifiu-
      lo sfaldamento delle forze armate, rimasto nella  tarono di cedere le armi. Episodi di resistenza,
      memoria collettiva come un esempio di ignavia  spontanea o organizzata da alcuni comandanti,
      nazionale. È un giudizio ingiusto: bisogna sottoli-  si verificarono a Trento, Gorizia, Trieste, Cuneo,
      neare che lo sfascio fu della struttura dello Stato,  Savona, La Spezia, Pisa, Piombino, Chieti, Asco-
      dopo l’8 settembre 1943.  I comandi dei vari re-    li, Viterbo, Napoli. La flotta si recò a Malta, se-
      parti stanziati in Italia e disseminati all’estero non  condo le clausole dell’armistizio, dove tuttavia
      erano stati messi in preallarme, e furono colti di  arrivò  solo una metà delle navi.  Nella battaglia
      sorpresa dall’annuncio dell’armistizio.  Gli ordini  per la difesa di Roma, dall’8 al 10 settembre,



      LE STRAGI NAZIFASCISTE NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE 1943 – 1945       THE NAZI-FASCIST CRIMES DURING THE WAR OF LIBERATION 1943-1945  52






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