Page 119 - Eroi nel vento - La storia dei Militari Italiani nella Guerra di Liberazione
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Il generale Messe era Capo di Stato Maggiore Generale e Comandante Supremo delle Forze
Armate del Regno d’Italia e aveva istituito nove comandi regionali che coordinavano
tutte le attività di resistenza.
Ogni gruppo era definito banda
e ogni banda, tramite un
commissario politico, era
collegata con il C.L.N.
Per difficoltà di reperimento
non tutti i partigiani potevano
avere un’uniforme regolare, ma
tutti erano dotati di un bavero
tricolore sulla giubba.
Generale Giovanni Messe
1883-1968
Arruolatosi come volontario,
partecipando da sergente alla
campagna in Cina e da sottotenente
alla Guerra di Libia, Giovanni Messe
combatte tra gli Arditi nella Grande
Guerra, al comando del IX Reparto
d’assalto, decorato di Medaglia d’oro
al Valor militare per la celebre eroica
riconquista del Col Moschin. Nella
seconda guerra mondiale partecipa
alle campagne di Albania, di Grecia
e di Russia. Nominato comandante
della 1° Armata in Tunisia, dopo una
durissima ed impari campagna contro
gli inglesi viene infine catturato e fatto
prigioniero. Torna in Italia nel
novembre 1943, dopo l’armistizio,
e il Re lo nomina Capo di Stato
Maggiore Generale. Sarà presidente
del consiglio dell’Ordine militare
d’Italia, maresciallo d’Italia e
senatore della Repubblica.
Era il colore del fazzoletto che portavano
al collo a fare la differenza:
rosso per le Brigate Garibaldi,
verde per quelle di Giustizia e Libertà,
azzurro per i monarchici
delle Brigate Autonome…
Pur mantenendo la loro identità politica, queste brigate combattevano con un obiettivo
comune: cacciare il nemico nazista e il complice fascista!
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