Page 151 - Fiori della Pietraia - Invenzioni e Sviluppo delle tecnologie durante la Grande Guerra
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gradi, le chiusure con cinghie ai polsini, per impedire l’en-
trata dell’acqua al sollevarsi del braccio quando imbrac-
ciava il fucile, nonché tasche di sicurezza e una cintura di
pelle intorno alla vita. Questa che si serrava con una ro-
busta fibbia, portava diversi anelli di ottone a forma di D
per appendervi le bombe a mano, il binocolo o quant’al-
tro necessario all’espletamento del servizio. La sua chiusu-
ra a doppio petto con ampi baveri serviva per fornire con
la loro sovrapposizione una maggiore protezione del tora-
ce dal vento freddo. Ostentava una lunghezza decisamente
superiore a quella che avrà in seguito la variante civile in
genere limitata al ginocchio, arrivando fin quasi alla cavi-
glia coprendo così il bordo degli stivali proteggendo per-
ciò dalle intemperie anche le gambe. Un ulteriore accorgi-
mento riguardava la fodera facilmente estraibile che venne
usata dai soldati come una sorta di vestaglia, per mantene-
re meglio il calore corporeo durante il riposo nella tenda.
In pochi anni il trench si diffuse in tutta Europa e poi nel
mondo, senza preclusioni ideologiche, culturali o di genere,
riscuotendo una incondizionata adozione femminile: stan-
do, ad esempio, a uno scritto di Eva Braun, commessa in
uno studio di fotografo, persino Hitler quando la conobbe
lo portava! Ma la massima notorietà e celebrità deriverà al
trench dal cinema, allorché attori celebri in pellicole miti-
che lo indossarono con personale spontaneità: indimentica-
bile Humphrey Bogart in Casablanca, o le leggendarie Gre-
ta Garbo e Marlene Dietrich e persino Audrey Hepburn della grande lentezza e dei troppo ampi intervalli fra i sin-
nella scena finale di Colazione da Tiffany. Altrettanto noti goli bottoni. Si tentò più volte un sistema che unisse alla si-
gli investigatori dei telefilm che ne fecero una sorta di uni- curezza del bottone la rapidità della stringa, un sistema che
forme d’ordinanza come il duro tenente Sheridan, o il suo agisse su ambedue i lembi fissandoli con una discreta for-
sciatto collega Colombo, sempre con il loro trench-coat col za., senza lasciare fra loro soluzioni di continuità.
bavero sollevato e la cintura casualmente annodata. L’archetipo di una chiusura del genere, impropriamente
definita in seguito cerniera, ovvero di una chiusura rapida
Cerniera lampo continua, debuttò intorno al 1851 a opera di tal Elias Howe,
1189-1867, uno dei tipici inventori statunitensi, più famoso
L’idea che un abito si potesse chiudere mediante un uni- nella storia della tecnologia per aver inventato la macchina
co sistema di congiunzione e bloccaggio può farsi risalire per cucire. Alla base della sua chiusura il criterio di unire
al Medioevo: giubbe e giubboni, come del resto brache e i lembi di un indumento in maniera ininterrotta, vantaggio
camice avevano delle stringhe che infilate in occhielli so- apprezzabile soprattutto d’inverno, impedendosi in tal modo
vrapposti, tirate con un po’ di forza portavano i due lembi quasi del tutto qualsiasi scambio termico con l’ambiente. Esi-
dell’indumento a combaciare fra loro. Il sistema sopravvive to ideale anche per contrastare la pioggia, rendendo presso-
ancora per l’allacciatura delle scarpe e di particolari abiti, ché stagno il soprabito, che nel frattempo si stava sviluppan-
per lo più femminili. Con l’avvento dei bottoni la chiusura do con tessuti gommati impermeabili. Pur essendo valida
divenne una sequenza di operazioni, da compiersi secondo l’idea, la sua realizzazione invece lasciò alquanto a desiderare
un preciso ordine che, tra gli altri svantaggi, aveva quello risultando la tenuta dei ganci molto precaria e pertanto facile
Alla pagina a sinistra: Audrey Hepburn e George Peppard in Cola- In alto: Stampa raffigurante il ritratto di Elias Howe 1819-1867
zione da Tiffany
parte seconda - attinenze all’abbigliamento 149

