Page 187 - GUIDA AGLI ARCHIVI DELL’UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA MILITARE
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3. DAGLI ANNI SETTANTA ALLA FINE DEGLI ANNI NOVANTA

                             delle memorie storiche, doveva essere inserita una planimetria della base o ente
                             ove operava il comando compilatore del documento, riportando, in seguito, le even-

                             tuali variazioni nello specchio n. 9. Ed ancora, al momento della prima trasmis-
                             sione, negli specchi n. 5 e n. 6 dovevano essere inseriti l’elenco completo di tutto
                             il personale dipendente, con l’indicazione del nominativo e della categoria, mentre
                             per il personale di truppa di leva era sufficiente l’invio di uno specchio solo nume-
                             rico. Per non aggravare l’attività degli enti compilatori e per evitare un’inutile ri-

                             petizione delle informazioni, nelle trasmissioni successive tali specchi dovevano
                             essere sostituiti dalla raccolta annuale dei modelli SMA PE-1 e SMA PE-12 già
                             compilati per altre esigenze, da allegare alle memorie storiche; e, inoltre, si dispo-

                             neva la sostituzione degli specchi n. 2, n. 3 e n. 4, rispettivamente con i modelli
                                                                                                  278
                             SMA VE-1 (o SMA IT-1 per i reparti missili), SMA OP-1 e SMA OP-7 .
                             Oltre alle attività suesposte, l’Ufficio storico, come vedremo meglio di seguito,
                             cercò di incidere maggiormente sulla politica preservativa della Forza armata e
                             venne coinvolto in quel fenomeno di crescente interesse per le fonti archivistiche

                             che caratterizzò,  a partire dagli Anni Sessanta, la storiografia contemporaneistica;
                             fenomeno che costrinse gli uffici storici militari a ripensare il loro ruolo di “custodi
                             della memoria”, iniziando ad affrontare, non senza travaglio, sia l’aspetto “dina-

                             mico” della conservazione, ossia la valorizzazione e l’utilizzazione delle carte pos-
                             sedute, sia la questione dell’utenza di riferimento, il cui profilo ormai non poteva
                             più essere confinato al solo ambito di appartenenza degli uffici storici.
                             Nonostante l’aumento, e la complessità, dei compiti cui l’Ufficio storico dovette
                             far fronte, in questi anni le richieste di maggiori spazi – essenziali anche per assol-

                             vere semplicemente  l’aspetto “statico” della funzione conservativa, cioè salvare e
                             mantenere, fisicamente, le carte – e di personale “preparato” rappresentarono il
                             leitmotiv degli appunti, note e promemoria sull’Ufficio. Ad esempio, il gen. Giu-

                             seppe Pesce, ispettore delle Forze aeree e sovraintendente del Museo storico e del-




                             G-18-2. Lettere riguardanti le memorie storiche in partenza”.
                             278  AUSAM, Ufficio storico della Regia aeronautica poi dell’Aeronautica militare, nucleo non or-
                             dinato, b. “Direttive memorie storiche”, fasc. “Memorie storiche 1977. SMA/US.77”.



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