Page 128 - I 100 anni dell'elmetto italiano 1915-2015 - Storia del copricapo nazionale da combattimento
P. 128
128 I 100 ANNI DELL’ELMETTO ITALIANO 1915 - 2015
Il battaglione San Marco
Il Reggimento Marina divenne San Marco con il decreto n. 444 del 17 marzo 1919. Il reparto
fu poi ridotto a battaglione con il decreto n. 1455 del 10 agosto 1919, a seguito del mutamento
organico e la fusione – dovuta alla cessazione delle ostilità – del precedente omonimo reggi-
mento con il raggruppamento d’artiglieria della Marina. In tale logica, dopo una riduzione del
suo impiego nel 1919, da lì a due anni la tenuta grigio-verde per la Forza Armata venne resa
facoltativa, «fino a quando lo consentirà la correttezza della divisa». Unica eccezione fu il
210
San Marco, la cui composizione organica venne normata con il decreto ministeriale n. 221 del
2 giugno 1922. In esso, all’articolo 3 veniva precisato che «sotto le armi i marinai metteranno
l’elmetto che avrà per distintivo un’ancora sormontata da corona reale, il tutto in ottone lucido».
Va precisato poi che il citato decreto non dava disposizioni per le divise degli ufficiali e dei sot-
tufficiali. Tuttavia è riscontrabile da alcune fotografie che per tutti gli anni Venti, anche i qua-
211
dri del battaglione indossassero – indistintamente dal resto del reparto – il copricapo metallico.
Questo valeva poi soprattutto per i destinati al presidio cinese della concessione italiana di
Tien-Tsin e a Shangai, dove operarono sotto al nome di Battaglione italiano in Cina, anche due
compagnie da sbarco delle navi Libia e San Giorgio. Indossavano questi ultimi gli elmetti?
Nonostante non esista nessun accenno normativo in proposito, ciò non ci esenta dal riprendere
in esame e dunque interrogarci su un più diffuso uso degli elmetti per tutte le truppe da sbarco,
anche appartenenti al Corpo equipaggi marittimi. In questo senso, un’ipotesi verosimile ci porta
ad affermare che il personale delle compagnie di sbarco a rigore di logica avrebbe indossato i
copricapi metallici il 31 agosto 1923, durante le sincopate ore della crisi di Corfù.
Si può concludere che, non solo ne fecero uso, ma addirittura come dotazione individuale.
Oltre alle immagini della Monografia sulle buffetterie, su cui torneremo, lo riporta in modo
chiaro una pubblicazione ufficiale tecnica nel 1929, dove si descrissero gli equipaggiamenti
del C.R.E.M.: «Truppe da sbarco. Equipaggiamento individuale: Elmetti metallici completi di
cuffia e sottogola 1». 212
Una compagnia
del San Marco del
presidio italiano
in Cina sfila per le
strade di Tien-Tsin
in tenuta da parata
210 Art. 4 del Foglio d’ordini del 16/1/1919, Atto 26 del Giornale Militare della Marina, 1919; art. 24 Foglio d’or-
dini del 22/2/1919, Atto 181 del Giornale Militare della Marina, 1919; art. 6 del Foglio d’ordini del 26/6/1921,
Atto 476 del Giornale Militare della Marina, 1921.
211 G. Galuppini, op. cit., Volume II (1919-1995), pp. 33-34.
212 Ministero della Marina, Istruzioni Militari per la R. Marina. Parte IV – N°6°. Organizzazione delle forze da
sbarco, Edizione 1930, Roma 1929, allegato 4.

