Page 27 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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                                                           EUROPA


                                                   OCCIDENTALE









                                                INTRODUZIONE STORICA






                        a partecipazione italiana ai combattimenti sul fronte franco-tedesco fu un fenomeno limitato in entrambe
                        le guerre mondiali. Nella Grande Guerra combattè nel settore delle Argonne un contingente di volontari
               L italiani, raccolto dalle associazioni mazziniane per aiutare la “sorella latina” contro il militarismo tedesco.
               Anima dell’iniziativa erano i nipoti di Garibaldi, Sante, Ezio, Costante, Bruno e Giuseppe, che si arruolarono come
               ufficiali nell’unità nota come “Legione garibaldina”, e che, al comando di Giuseppe Garibaldi, fu inserita nella Legione
               Straniera e prese parte ai combattimenti nelle Argonne nel settore di Bligny nel 1914, riportando gravi perdite, fra cui
               quella di Bruno e Costante, caduti il 16 dicembre e il 5 gennaio.
               All’ingresso  dell’Italia  nel  conflitto  nel  maggio  1915  i  volontari  italiani  dovettero  rientrare  per  servire  nel  Regio
               Esercito. Tuttavia molti di essi tornarono in Francia quando, nel 1918, un contingente regolare italiano venne inviato
               sul fronte francese sotto il comando del generale Alberico Albricci. Composto da due divisioni e battezzato II Corpo
               d’Armata il corpo di spedizione fu impiegato in un settore prossimo alle Argonne e si fece particolarmente onore nei
               combattimenti, riconquistando il 14 ottobre l’importante posizione dello Chemin des Dames e raggiungendo il fiume
               Mosa a Fumay l’11 novembre 1918, giorno della fine delle ostilità.
               Il successo fu pagato però con gravi perdite, circa 6.000 fra caduti sul campo e deceduti per malattia e incidenti. I loro
               resti sono oggi custoditi in alcuni sacrari militari in terra francese, di cui il maggiore è quello di Bligny, edificato sui
               luoghi della prima battaglia dei garibaldini del 1914.
               Nel corso della Seconda guerra mondiale, fra novembre del 1942 e il settembre del 1943 l’Italia occupò una parte
               della Francia meridionale, fino al fiume Rodano con l’eccezione delle città di Lione e Marsiglia. In seguito agli eventi
               armistiziali del settembre 1943 un certo numero di militari italiani fu tuttavia trattenuto in territorio francese dai
               tedeschi come “Internati Militari”. Le loro condizioni detentive furono molto dure ed un numero rilevante, tutt’ora
               imprecisato, morì in prigionia nei campi della Lorena e dell’Alsazia. La maggior parte sono custoditi nel cimitero di
               St. Mandrier.
               Altri militari, inquadrati nei reparti italiani ausiliari delle armate alleate, caddero nel corso della Campagna di Francia
               del 1944 e nei combattimenti fino al 1945. La storia di questi reparti, malgrado la loro consistenza numerica di quasi
               50.000 unità, non è ancora stata scritta, ed il numero dei loro caduti, stimabile in alcune decine, non è a tutt’oggi noto.
               Essi riposano in tombe individuali all’interno dei cimiteri militari alleati in Francia e Belgio.
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