Page 86 - Cittadini e Soldati - I Sacrari Militari Italiani all'estero
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82 Cittadini e Soldati - i SaCrari Militari italiani all’eStero
REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA
un grande CiMitero di guerra nel Cuore dell’euroPa
el corso delle due guerre mondiali molte milioni di individui persero la vita sul suolo tedesco, morti in
combattimento, in prigionia, deliberatamente assassinati dal regime nazista. Questi Caduti per cause di
N guerra, ebbero diversi tipi di sepoltura (fosse comuni, cimiteri per prigionieri di guerra allestiti in prossimità
dei campi di concentramento, cimiteri comunali o religiosi, ecc...) o furono bruciati nei crematori nel tentativo, operato
dai tedeschi sul finire della guerra, di nascondere ciò che era avvenuto nei campi.
I militari italiani morti in Germania durante il Primo conflitto mondiale furono, nella quasi totalità, prigionieri di guerra
catturati dopo l’8 settembre 1943 sui vari fronti (italiano, francese e balcanico), e successivamente deceduti nei campi
di concentramento dislocati in Baviera, Sassonia, Meclemburgo, Assia, Vestfalia, Renania e nella zona est di Berlino.
Il Governo italiano, già alla fine delle ostilità, sulla base del trattato di pace sottoscritto a Saint Germain il 10 settembre
1919, iniziò l’opera di ricerca e raccolta delle Spoglie dei soldati italiani deceduti nell’ex territorio Austro-Ungarico. Tale
attività cominciò subito a concretarsi con la sistemazione delle Spoglie individuate nei cimiteri Militari, appositamente
costruiti in località prossime a quelle in cui avvennero le prime sepolture.
Tale pietosa, quanto doverosa, opera portò alla definitiva sistemazione di 5.489 Caduti della Prima guerra mondiale,
così ripartiti:
Denominazione ed ubicazione dei Cimiteri con Caduti della I G.M. Caduti
Cimitero militare italiano d’onore di Berlino “Stahndorf ” 1.658
Cimitero militare italiano d’onore di Colonia 1.915
Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera 1.790
Fossa comune nel cimitero civile di Worms 126
Se le operazioni condotte dal Governo italiano, per ricercare e raccogliere le Spoglie dei nostri con nazionali Caduti
in prigionia in Germania durante la Prima guerra mondiale, si conclusero senza eccessiva difficoltà, dopo la Seconda
guerra mondiale, invece, tali indagini, e specificatamente quelle rivolte agli internati italiani deceduti nei territori già
appartenenti al Terzo Reich, si sono rivelate particolarmente ardue. La scarsa documentazione, concernente i luoghi
di deportazione, ed i numerosi trasferimenti subìti dai prigionieri, unitamente all’impossibilità di effettuare a suo
tempo, sistematiche ricognizioni nel blocco dei paesi dell’est Europa, ex Repubblica Democratica Tedesca, Polonia,
Repubblica Ceca e Slovacca, ove praticamente si era sviluppata la complessa struttura di campi di prigionia, che portò
all’annientamento fisico, anche di migliaia di prigionieri italiani, costituì notevole impedimento allo svolgimento delle
complesse indagini.

