Page 12 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878
scuola di marina, riordinò il personale ma non riuscì tuttavia a creare un
complesso armonico e di carattere duraturo e quindi, dopo la sua morte,
tutto ritornò allo status quo ante.
Il 26 gennaio 1815 venne pubblicato il Regolamento d’istruzione ed
ordine di formazione del 1° e 2° reggimento artiglieria di marina con il
quale le truppe di marina vennero ripartite in due organismi separati, il 1°
reggimento Reale artiglieria di marina, che il 20 dicembre del 1817 cam-
bierà denominazione assumendo quella di 1° reggimento equipaggi dei
Regi legni, ed il 2° reggimento Real artiglieria di marina costituito da due
battaglioni di cinque compagnie cannonieri ciascuno, il cui personale era
destinato a fornire i reparti d’imbarco, la guarnigione delle varie località
marittime ed il servizio delle artiglierie di bordo; il 6 marzo successivo il
reggimento incorporò la Centuria di Marina mentre il 19 marzo del 1817
venne riorganizzato portando l’organico di ciascun battaglione a sei com-
pagnie, la 12^ delle quali fu di Maestranza.
Il 10 marzo 1821 la guarnigione di Alessandria si ribellò dando inizio
all'insurrezione, seguita subito dopo dai presidi di Vercelli e Torino e dallo
stesso reggimento Real Artiglieria di marina che mosse da Genova, dove
era di stanza, dirigendosi verso Alessandria e Casale.
In quell'occasione fu emesso da parte dei generali insorti un proclama
con il quale si chiedeva l'adozione di una costituzione, improntata su quella
spagnola di Cadice del 1812, che prevedeva maggiori diritti per il popolo
piemontese e una riduzione del potere del sovrano, ma il Re, piuttosto che
concederla, preferì abdicare in favore del fratello Carlo Felice di Savoia, al-
lora assente dal Piemonte. La reggenza venne così affidata al principe Carlo
Alberto di Carignano che, assunto l'incarico, concesse la costituzione e no-
minò Santorre di Santarosa Ministro della guerra del governo provvisorio.
Di ritorno nella capitale, il nuovo sovrano Carlo Felice revocò la costi-
tuzione e impose a Carlo Alberto di sottomettersi, abbandonando Torino e
recandosi a Novara, rinunciando così definitivamente alla sua carica e alla
guida del movimento di rivolta.
zata “Des Genys” nel 1831, l’”Euridice”, la “Carlo Felice” e “La Regina” , tutte armate con
44 cannoni ad eccezione del’”Euridice” che ne aveva solo 20 - due corvette – “Il Tritone” e
“L’Aurora” – i brigantini “Il Zeffiro” e “Nereide”, tre golette, “Vigilante”, “Diana” e “La
veloce” e cinque mezze galere – la “Santa Teresa”, “La Beatrice”, “La Liguria”, “L’Aquila”
ed “Il Falco”.
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