Page 15 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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L'ordinamento
Vista l'impossibilità di giungere ad un accordo con il Bey, si decise di
passare all'azione il giorno 26 di settembre ma dato che spirava un forte
vento di tramontana, Sivori decise di evitare l’avvicinameno della flotta al
porto e di assalire di sorpresa e catturare il naviglio nemico ormeggiato in
porto oppure bruciarlo; fece equipaggiare 10 scialuppe con una carronata,
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un cannoncino da sbarco e 260 uomini tra marinai ed elementi del Real
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navi posti al comando del capitano Giorgio Mameli, che durante la notte
trainate dal “Nereide” raggiunsero il loro obiettivo divise in tre squadre.
La prima, al comando dello stesso Mameli, doveva assalire le imbar-
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cazioni nemiche, la seconda, al comando di Emilio Pelletta, doveva
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prendere la dogana e la terza, al comando di Carlo Corradino Chigi,
l’arsenale; la prima squadra si impadronì delle navi
ma constatata l'impossibilità di portarle via dal
porto a causa del forte vento contrario, deci-
se di incendiarle tutte e ritirarsi, dopo aver
allertato una nave da guerra olandese là or-
meggiata mentre delle altre due squadre solo
la seconda riuscì a sbarcare ma respinta dal
fuoco del forte nemico dovette reimbarcarsi
e ritornare insieme alla terza alle navi ancorate
dinanzi al porto.
8 La carronata, traduzione dell'inglese Carronade prende il nome dalla Carron Company of
Falkirk in Scozia, dove vennero prodotti i primi esemplari.
Il progetto della carronata venne sviluppato dall'ufficiale inglese Robert Melville e da Charles
Gascoigne, direttore della Manifattura Carron negli anni fra il 1759 e il 1779, il cui scopo fu
quello di realizzare un'arma navale ed un procedimento di costruzione che risolvesse alcuni
dei problemi operativi causati dai cannoni lunghi che fino ad allora armavano le navi da
guerra.
A parità di peso del proiettile - il criterio di classificazione dei cannoni dell'epoca - una car-
ronata era più leggera, di dimensioni ridotte e richiedeva meno uomini per essere usata in
combattimento; una carronata da 32 libbre era più corta e pesava da un terzo ad un quarto di
un cannone equivalente.
9 Giorgio Giovanni Mameli dei Mannelli era il padre di Goffredo Mameli Manelli futuro autore
nel 1847, insieme con Michele Novaro, del Canto degli Italiani oggi conosciuto come Inno di
Mameli.
10 Emilio Pelletta di Cortazzone, astigiano, futuro comandante della R. Scuola di Marina nel
1852.
11 Carlo Corradino Chigi di Cammollia (Siena, 11 settembre 1802 – Fivizzano, 27 mar-
zo 1881) all’epoca guardiamarina della marina regia.
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