Page 20 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878
era quindi neutrale e che qualora il blocco non fosse stato tolto, ciò sareb-
be stato considerato come un atto di guerra da parte del Regno Sardo nei
suoi confroni, con tutte le conseguenze del caso.
La richiesta era del tutto priva di qualsiasi fondamento, la minaccia
ridicola ma Carlo Alberto cedette immediatamente ed ordinò ad Albini la
revoca del blocco, impedendo solamente l’uscita e l’entrata delle navi da
guerra austriache ed i rifornimenti di munizioni.
Firmato l’armistizio del 9 agosto del 1848, Albini rientrò a Venezia
con la flotta ove rimase fino dopo la partenza dei Regi commissari Colli e
Cibrario e con l’ordine di trasportare in Piemonte, via mare, i circa 2000
uomini del corpo di spedizione sardo comandato da La Marmora, riuscen-
do a temporeggiare fino al 9 settembre.
L’Austria di conseguenza proclamò di nuovo il blocco di Venezia, ma
non le riuscì mai di attuarlo completamente e non poté stroncare il traffi-
co costiero con i rifornimenti di viveri alla città, provenienti dallo Stato
Pontificio.
Alla fine di ottobre, per la mancata restituzione da parte austriaca al
Piemonte dei materiali di assedio di Peschiera, la flotta ritornò a Venezia
con una veloce puntata e successivo stazionamento in Ancona, dove restò
fin dopo la battaglia di Novara, senza essere l’Albini avvertito né della
breve ripresa della guerra né della sconfitta e dell’abdicazione del Re.
Il 7 aprile Albini ricevette l’ordine di recarsi a Venezia per ottemperare
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al dettato dell’articolo quinto della convenzione di Novara ma il mal-
tempo glielo impedì costringendolo a far vela verso la costa istriana dove
a Capo Salvore trovò la flotta austriaca schierata in battaglia che però in-
nalzò in segno di tregua bandiera bianca salutando quella di comando sulla
“San Michele”, fatto che creò un notevole malcontento tra i marinai ansio-
si di combattere dopo un anno di quasi completa inattività, tanto che dele-
gazioni si recarono da Albini chiedendo o l’attacco o il ritorno a Genova
21 L’articolo della convenzione recitava: La flotte sarde avec toutes les voiles et tous les bateaux
à vapeur, quittera l'Adriatique dans l’espace de quinze jour pour se rendre dans les états
sardes.
Le roi de Sardaigne donnera l'ordre le plus pèrentoire a ses troupes, et inviterà ses autres
sujets qui pourraient se trouver a Venise de rentrer immediatement dans les étals sardes, sous
peine de ne plus étre compris dans une capitulatìon que les autorités militaires impériales
pourraient conclure avec cette ville.
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