Page 24 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878
pre strenuo sostenitore sia delle truppe d’imbarco che del potenziamento
della marina da guerra non solo come ministro ma anche come Presidente
del Consiglio.
La Commissione motiva questa sua proposta (di riduzione dell’orga-
nico N.d.A.) dicendo che quattro compagnie possono bastare pel servizio
cui è chiamato il Battaglione Real Navi. Io porto ferma credenza, che la
Commissione in ciò cada in grave errore, e che nella riforma dell’attuale
nostra marina sia impossibile il ridurre questo battaglione a quattro com-
pagnie, essendo esso chiamato a prestare vari e difficili servizi.
Esso è infatti obbligato ad inviare un distaccamento nelle isole della
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Maddalena e della Capraia, a custodire il cantiere della Foce dove la-
vorano costantemente da 200 a 300 forzati, a custodire la darsena dove
lavorano tuttodì da 700 ad 800 forzati; di più questo battaglione deve
27 Il cantiere della Foce era un cantiere navale di Genova che sorgeva alla foce del Bisagno. Il
quartiere della Foce era un antichissimo borgo sorto sulle pendici del promontorio che delimi-
tava a ponente la collina di Albaro, abitato da pescatori e contadini che per secoli rifornirono
i mercati di Genova e che si estese successivamente anche alla base della collina, nella piana
sulla sponda orientale del Bisagno, conservando tuttavia le caratteristiche di un piccolo borgo
di pescatori dove per secoli, in piccoli cantieri artigiani, erano state costruite delle imbarca-
zioni.
Il cantiere della Foce ebbe un notevole impulso all’inizio dell’Ottocento, durante la Repubbli-
ca Ligure napoleonica; le prime navi varate in quel cantiere furono la fregata "L’Incorrupti-
ble" e il brick "Le Cyclope" il 16 novembre 1804 alle quali seguì con l’annessione alla Francia
la fregata “La Pomone”, varata nel marzo 1805.
Dopo l’annessione della Liguria al regno sabaudo per il cantiere ebbe inizio una fase di grande
sviluppo.
Il Regno di Sardegna, che in precedenza disponeva solo del piccolo porto di Villafranca nel-
la contea di Nizza, acquisito questo importante sbocco al mare, stabilì a Genova la sede della
propria flotta ed il cantiere della Foce fu destinato alla costruzione delle nuove navi da guerra.
Il cantiere venne ampliato su parte dell’area dove in precedenza sorgeva un lazzaretto edificato
nel XV secolo, demolito per consentire l'ampliamento del cantiere che raggiunse così un'e-
stensione di circa 70.000 metri quadrati sulla sponda sinistra alla foce del Bisagno.
Il cantiere, di proprietà municipale, fu dato in gestione prima ai fratelli Westermann, poi
ai fratelli Orlando, siciliani trapiantati a Genova, uno dei quali, Luigi Orlando, ne divenne il
direttore.
Gli Orlando, già proprietari di un'industria meccanica di Palermo, erano quattro fratelli che
avevano abbandonato l’isola per motivi politici e che vararono il primo piroscafo genovese,
battezzato con il nome di “Sicilia” in omaggio alla loro terra di origine. Durante la loro ge-
stione nel 1862, fu impostato l'avviso a elica "Vedetta", la prima nave da guerra con scafo in
ferro costruito in Italia, varato nel 1866.
Nel 1865 gli Orlando trasferirono a Livorno le loro attività abbandonando la gestione del
cantiere.
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