Page 26 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878
subire a questo corpo una grave riduzione, una riduzione che fu per esso
dolorosissima, che costrinse il Ministero a porre un certo numero di uffi-
ziali in aspettativa.
Il Ministero ha fatto quanto eragli possibile, perché questa misura riu-
scisse meno grave nei suoi effetti, ma finalmente non puossi negare che è
stato un colpo assai crudele per chi lo dovette subire. E se adesso venite
a portare un'altra riduzione a questo corpo, veramente è impossibile che
esso non provi un sentimento, oserei dire, di scoraggiamento completo. Io
vi ripeterò che vale meglio ucciderlo che così mutilarlo, perché seguendo
noi a mutilarlo, io in verità non potrei ripromettermi da quel corpo che
continuasse con buon animo, con alacrità il servizio assai penoso a cui
ora è chiamato.
Io invito adunque la Camera, anzi la supplico a non adottare per ora
questa riduzione: se essa vuole che io presenti questo piano dell'ordina-
mento della marina, allora discuteremo francamente la questione, entre-
remo nel suo midollo, e la esamineremo sotto vari punti di vista: primo,
se convenga avere truppe di linea a bordo dei legni; ed ove la questione
sia sciolta negativamente, non avremo più corpo di Real Navi. Secondo,
se convenga che il servizio di bordo sia fatto dalle truppe ordinarie o dai
bersaglieri; oppure se sia opportuno, come in Inghilterra, come a Napoli,
di avere un corpo speciale di truppa di linea, e in allora conserveremo
questo corpo, ed abbastanza numeroso onde possa fare lodevolmente il
suo servizio: ma in quanto alla riduzione, debbo ripetere che in ora sa-
rebbe non solo inopportuna, ma nuocerebbe al servizio, e getterebbe in
tale sfiducia quel corpo, che il Governo non potrebbe più ripromettersi un
servizio conveniente.
La logica stringente dell’intervento di Cavour veniva sostenuta dall’in-
tervento del deputato Quaglia:
Già sino dall'esame dei bilancio del corrente uno 1851 io diceva alla
Camera essere mia opinione ch lo stato numerico e finanziario del nostro
esercito doveva ridarsi a quello anteriore alla guerra, con quelle modi-
ficazioni di ordinamento che fossero state giudicate opportune; ma che
io credeva che tal sistema, in un paese cosi limitato qual è il nostro, non
pregiudicava per nulla i bisogni nostri per l'eventualità di guerra.
Ora mi propongo di propugnare lo stesso principio, opponendomi alla
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