Page 19 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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L'ordinamento
trainati da quattro piroscafi del Lloyd, raggiunsero il porto di Trieste; le
forze congiunte sardo-napoletane arrivarono davanti Trieste il giorno se-
guente pensando ad un tentativo di sbarco delle truppe da effettuare prima
che le difese austriache si organizzassero pregiudicando la manovra, cosa
che avvenne vanificando il progetto tanto che il 7 giugno sia la “San Mi-
chele” che la “Des Geneys”, trascinate dalle correnti accostarono troppo
e furono sottoposte al fuoco delle batterie austriache senza poter risponde-
re per non danneggiare il naviglio neutrale ancorato nel porto. 20
Frattanto il 3 giugno l’Albini aveva inviato la fregata “Beroldo” e le
pirocorvette “Tripoli” e “Malfatano”, che nel frattempo erano giunte da
Ancona, insieme al un piccolo piroscafo pontificio – il
“Roma” – a sei barche cannoniere e a sei piroghe vene-
te, ad attaccare i due forti austriaci situati alla foce del
fiume Livenza, quello di S. Margherita a destra e quel-
lo di Caorle a sinistra, con l’obiettivo di cannoneggiarli
e sbarcare i fanti del Real navi per conquistarli, ma il
comandante della “Beroldo”, dopo aver tirato qualche
cannonata, con la scusa del mare agitato, si ritirò senza
colpo ferire.
Il 15 giugno il contrammiraglio Albini fu raggiun-
to dagli avvisi “Gulnara” ed “Ichnusa” che portarono
l’autorizzazione di Carlo Alberto a porre il blocco na-
vale alla rada di Trieste, fatto questo che terrorizzò i
commercianti triestini inducendoli ad offrire ai Sar-
di un’ingente somma di denaro purchè levassero
il blocco, proposta alla quale l’Albini oppose un
netto rifiuto chidendo la consegna della squadra
austriaca.
A quel punto della vicenda, il 20 giugno,
esplose una controversia internazionale: la Dieta
di Francoforte, massimo organo della Confedera-
zione Germanica, sobillata dall’Austria, dichiarò
che Trieste apparteneva alla Confederazione,
20 La squadra napoletana si ritirò il 13 giugno su ordine del Re Ferdinando II.
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