Page 18 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878



              fuoco come reparto di fanteria al ponte di Goito l’8 aprile, a Santa Lucia
              il 6 maggio successivo, occasione in cui il reparto si comportò con valore
              tanto da ottenere una menzione onorevole, ed all’assedio di Peschiera dal
              13 al 30 maggio durante il quale venne impiegato al maneggio delle arti-
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              glierie d’assedio;   una piccola aliquota del battaglione venne destinata
              al pattugliamento della costa lombarda del lago di Garda ed imbarcata in
              parte su due piccoli piroscafi lacustri ed in parte sullo scorridore “Lampo”
              unità della marina regia che era stata trasportata in loco su carri.
                 Nel frattempo il 26 aprile era salpata da Genova per l’Adriatico una
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              squadra navale comandata dal contrammiraglio Giuseppe Albini   e com-
              posta da tre fregate - “San Michele”, “Des Geneys” e “Beroldo” – sulle
              quali erano imbarcate aliquote del Real navi - dal brigantino “Daino” e
              dalla goletta “Staffetta”, seguita qualche giorno più tardi dalle corvette
              “Aquila” ed “Aurora” - quest’ultima fu dirottata verso l’Egeo a caccia
              di una goletta austriaca - e dalle pirocorvette “Tripoli” e “Malfatano” il
              cui equipaggio comprendeva anche in questo caso le prescritte aliquote di
              fanti del Real navi.
                 La squadra giunse ad Ancona solo il 20 maggio a causa delle avverse
              condizioni del tempo e là seppe della presenza a Venezia della squadra
              navale napoletana dell’ammiraglio De Cosa; lasciate ad Ancona il “Tri-
              poli” ed il “Malfatano” che dovevano rifornirsi di carbone, fece rotta
              verso Venezia dove il 22 maggio si riunì ai napoletani ed ai tre legni veneti
              dell’ammiraglio Bua dirigendosi verso la squadra austriaca – due fregate,
              due brigantini ed un piroscafo – ma un’improvvisa caduta di vento co-
              strinse a chiedere al De Cosa il traino di alcune unità a mezzo delle sue
              navi a vapore.
                 Trainaite in questa maniera, la “San Michele”, ammiraglia di Albini
              e la fregata napoletana “Regina” giunsero a tiro degli austriaci ma fuori
              tempo massimo perché nel frattempo era calata l’oscurità e questi ultimi,


                 10° reggimento di fanteria), il regimento Savoia cavalleria, un battaglione di bersaglieri, il
                 battaglione zappatori del genio, il battaglione Real navi e la 6^ ed 8^ batteriad’artiglieria da
                 battaglia per un totale di 8820 uomini e 704 cavalli.
              18  L’addestramento del Corpo prevedeva anche, in situazioni particolari, il servizio ai cannoni di
                 bordo delle navi sulle quali erano imbarcati.
              19  Michele Giuseppe Albini (Villafranca, 20 settembre 1780 – Spotorno, 31 luglio 1859) con-
                 trammiraglio nel 1838, senatore dal 1848, ammiraglio nel 1849.


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