Page 16 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878



                 Il mattino seguente il capitano Sivori fece avvicinare le navi al porto
              per bombardarlo, ma il Bey, spaventato dagli eventi della notte preceden-
              te, chiese l’intervento del console inglese, accettò ex novo i termini del
              trattato del 1816 e rinunciò alla riscossione del tributo da parte Sarda
                 Le perdite subite dal contingente Sardo furono di un morto, il sottuffi-
              ciale Giovanni Bottini, il cui nome di guerra era Capurro, colpito durante
              l'assalto al brigantino che venne sepolto con tutti gli onori a Tripoli e sei
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              feriti, uno dei quali morì durante il viaggio di ritorno.
                 Il battaglione Real navi venne riordinato il 6 febbraio del 1830 au-
              mentandone l’organico con l’aggiunta di due nuove compagnie; lo stato
              maggiore ebbe 30 tra ufficiali e sottufficiali mentre ciascuna delle otto
              compagnie inquadrò ora tre ufficiali e 113 tra sottufficiali e soldati per un
              totale di 958 effettivi.  13
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                 Nel 1845 venne pubblicato un Regio Viglietto   che concedeva alla
              bassa forza del battaglione un supplemento di paga per lavori straordinari
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              occorrenti   il cui testo ci consente di conoscere altri singolari aspetti del
              servizio al quale erano chiamati i fanti di marina: scopriamo così che i

              12  Tutti i principali protagonisti della battaglia vennero decorati al ritorno in patria ad eccezione
                 dell’allora guardiamarina Carlo Pellion di Persano, che pur avendo partecipato all'assalto del
                 brigantino berbero, non ebbe alcuna decorazione a causa della sua giovane età, 19 anni.
              13  Negli anni compresi tra l’ascesa al trono di Carlo Alberto nel 1831 ed il 1843 la situazione del
                 naviglio da guerra della marina regia subì un vero e proprio tracollo dovuto alla vendita ed alla
                 demolizione di undici navi, tra le quali tre fregate - “Maria Teresa” e “Il Commercio di Geno-
                 va” nel 1836 e “Carlo Felice” nel 1843 – due corvette – “Cristina” e “Tritone” nel 1836 – due
                 brigantini – “Zeffiro” e “Nereide” nel 1843 – e tre golette, “Veloce” nel 1836, “Diana” nel 1840
                 e “Vigilante” nel 1843 che furono sostituite da una ristretta serie di navi – otto in tutto con una
                 notevole riduzione delle fregate - costruite utilizzano in gran parte il materiale di quelle demo-
                 lite: la fregata “Amazzone” ribattezzata “San Michele” varata nel 1838, le corvette “L’Aquila”
                 varata anch’essa nel 1838 e “San Govanni” varata nel 1845, i brigantini “Staffetta” varato nel
                 1840, “Daino” varato nel 1842 e “Colombo” varato nel 1843 e la goletta “Eridano” varata nel
                 1842.
                 Tra il 1835 ed il 1837 furono acquistate le prime navi a vapore, i due piroscafi “Gulnara”
                 ed “Ichnusa” , che nonostante fossero iscritte nei quadri della marina da guerra erano in
                 realtà pacchetti postali provvisti di scarso armamento e concepiti soprattutto per l'utilizzo
                 come piroscafo postale per il trasporto di merci e passeggeri con la Sardegna, alle quali se ne
                 aggiunsero tra il 1840 ed il 1847 altre tre, il “Tripoli”, il “Malfatano” e l’”Authion”.
              14  Regio Viglietto che stabilisce una giornaliera retribuzione a favore de’ bass’uffiziali e soldati
                 del battaglione real navi comandati di picchetto per lavori straordinari – Torino 2 settembre
                 1845 – Divisione Marina
              15  Per questi lavori veniva concesso un supplemento di paga pari a 25 centesimi al giorno per i
                 sergenti, a 20 centesimi per i caporali ed a 15 centesimi per i soldati.


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