Page 175 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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uniformi, distintivi, equipaggiamento, armamento e insegne
Borsa di pulizia
La borsa di pulizia consisteva in un rettangolo di traliccio turchino a
folte righe bianche con un’estremità tragliata a punta e gli orli esterni
rifiniti da un nastro di tela ed i cui lati, dopo aver riposto all’interno del
rettangolo i vari assortimenti in dotazione - i bottoni di ricambio, quattro
grandi e due piccoli di divisa ed altri di osso, il cucchiaio di ferro stagnato,
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le forbici piccole, la lesina, il lustrino, lo specchietto, due scatole di
latta, un rocchetto di legno vuoto all’interno per contenere sei aghi per
cucire e con quattro incavi esterni per fili di lana turchina e gialla e di seta
cremisi, il pettine di corno con denti fitti da un lato e radi dall’altro ed in-
fine una serie di chiodetti vari per gli stivalini – venivano ripiegati verso
l’interno, dopodichè l’involto così ottenuto veniva ripiegato più volte su
se stesso e stretto grazie a due legacci di tela cuciti all’estremità tagliata a
punta del rettangolo.
Spazzole
Le spazzole in dotazione erano come d’abitudine di tre tipi diversi, da
abiti, da ottone e da scarpe.
La spazzola da abiti era composta dalla classica assicella rettangolare
in legno di noce curvata all’interno, lunga 21 centimetri e larga sei, alla
quale erano fermati, con spago forte una serie di pennelli di setole di crine
bianco.
La spazzola da ottoni era simile ma di ridotte dimensioni mentre quella
da scarpe era costituita da un’assicella piatta in legno di noce, di forma
ellittica e dotata di manico sagomato, con le setole nere disposte su en-
trambi i lati.
Bicchiere
Il bicchiere, identico a quello dei marinai, era in latta doppia di forma
128 La lesina, attrezzo usato per creare i buchi in cui inserire lo spago per cucire le suole alle to-
maie delle scarpe, era composta da due parti, un grosso ago metallico ricurvo, molto appuntito
ed un corto manico di legno tornito.
129 Il lustrino, detto in gergo pazienza altro non era che la fatidica stecca, una sottile asticella di
legno che recava ad una estremità un foro nel quale veniva posto il bottone da lucidare, in
maniera tale da non sporcare il panno dell’uniforme.
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