Page 182 - Il Corpo Fanteria Real Marina 1861-1878
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IL CORPO FANTERIA REAL MARINA 1861- 1878
Questo tipo di armamento non risultò però del tutto soddisfacente,
la R. marina aveva bisogno di essere armata convenientemente e visto
che le fabbriche d’armi del Regno lavoravano a pieno ritmo per il nuovo
Esercito non fu possibile trovare soluzioni alternative in patria e quindi
ci si dovette rivolgere ai fabbricanti privati, soprattutto esteri, nel ten-
tativo di reperire un’arma adatta non solo al servizio della fanteria di
marina ma anche a quello del Corpo Reale Equipaggi.
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Nel 1862 il delicato incarico venne affidato ad Augusto Albini, che si
trovava a Londra per seguire, presso la Millwall Iron Work & Shipbuilding,
le fasi della costruzione dell’ariete corazzato a torri di 1° rango “Affondato-
re”.
L’Albini, dopo attenti studi e prove pratiche, scelse un’ottima arma,
il Pattern 1858 Naval Rifle che equipaggiava le truppe ed i marinai im-
130 Augusto Albini. Nato a Genova il 30 luglio 1830. Seguendo la tradizione marinara della fami-
glia - il padre comanderà la squadra sarda durante la prima guerra d'indipendenza e il fratello,
Giovanni Battista, sarà uno degli ammiragli più noti del Risorgimento - entrò il 9 settembre
a
1841 nel Collegio di Marina di Genova, donde uscì guardiamarina di 1 classe nel 1847. Da
a
guardiamarina di 1 classe partecipò alla campagna adriatica della squadra sarda nel 1848-
49; da sottotenente di vascello prese parte alla spedizione di Crimea del 1855-56. Nel 1857
s'imbarcò, col grado di tenente di vascello, sulla fregata Beroldo, che doveva compiere una
crociera oceanica, durante la quale conquistò (1858), nel Canale di Mozambico, una medaglia
d'argento salvando tre uomini caduti in mare. Nel 1859 partecipò alla campagna franco-sarda
nell'Adriatico, e nel 1860-61 all'assedio di Gaeta. Fu al comando della cannoniera Curtato-
ne che, trasformata in brulotto, avrebbe dovuto, insieme con la cannoniera Conflenza coman-
data dal Saint-Bon, far saltare opere di difesa della piazzaforte; tale azione però non ebbe
luogo, sia perché si stimò opportuno non ricorrere a mezzi estremi per ottenere la resa, sia
perché la preparazione dell'azione non era rimasta segreta, sia perché l'attuazione del progetto
fu impedita dall'armistizio. L'Albini ebbe la croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.
Dall’agosto all’ottobre del 1861 fu Capo di Stato Maggiore della Divisione navale di Sicilia.
Nel 1862 e nel 1865 fu in missione a Londra per vigilare sulla costruzione dell'ariete “Affon-
datore” e di armi per la marina. Ancora a Londra tornò, da capitano di fregata, dall’ottobre
1870 all’agosto 1872, in qualità di addetto navale. Dall’ottobre 1873 al 1886 fu direttore delle
artiglierie e torpedini al ministero della Marina, prima con il grado di capitano di vascello, poi,
dal 1881, di contrammiraglio. Nel 1886 lasciò il servizio e assunse la presidenza della società
Ansaldo-Armstrong. Eletto nel 1880 deputato di La Spezia per la XIV legislatura, lo fu nuo-
vamente per la XVI (1886) nel collegio di Genova III. Alla Camera sedette al centro-destra,
votando in genere per il governo, ma contro quando si trattò di abolire la tassa sul macinato.
Nel 1891 fu nominato senatore del Regno.
Esperto di armi navali, ideò il primo cannone incavalcato su affusto con freni idraulici (1876),
che fu adottato con il suo nome dalla marina inglese e da quella italiana. Nel 1867 ideò anche
un fucile, che fu premiato al concorso inglese di Woolvich e venne adottato in alcune colonie
inglesi, nel Belgio, nella Baviera, nel Württemberg e nella marina militare italiana col nome
di carabina Albini.
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