Page 5 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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                        Presentazione












                                       enova Thaon di Revel, appartenente a una famiglia savoiarda di antica nobiltà risalente
                                       al XVI secolo, indossò per la prima volta l’uniforme del Reggimento Granatieri Guardie
                                       dell’Esercito del Regno di Sardegna nella primavera del 1834, non ancora diciassetten-
                                       ne, per prestare giuramento di fronte al re Carlo Alberto. Idealmente quell’uniforme,
                       G quel sentimento di appartenenza all’esercito non smise mai, rimase un soldato fino agli
                        ultimi istanti della sua lunga esistenza, fedele al codice morale di lealtà, di fedeltà, di onore per l’Italia
                        che compendiava nella massima che ebbe per modello per tutta la vita: “Servire il proprio paese senza
                        menarne vanto; obbedire al re secondo il giuramento prestato, senza pretenderne ricompensa, soddi-
                        sfatto di aver fatto il proprio dovere”.
                           L’alta considerazione dell’esercito e del ruolo che questo aveva nella vita della nazione non lo ab-
                        bandonò mai. Guerriero fu sempre: sui campi di battaglia contro l’Austria, lo storico nemico dell’indi-
                        pendenza italiana, ma anche contro tutti coloro cui imputava di creare nel paese una profonda frattura,
                        pur di sostenere la scelta repubblicana, che poteva mettere a rischio l’esistenza stessa della nazione.
                        Ripercorrere la lunga biografia – è vissuto ben novantatre anni – e illuminarne nei momenti di gloria e
                        in quelli della sconfitta e della delusione la fedeltà incrollabile ai principi a cui è stato formato questo
                        personaggio seguendolo nelle molteplici tappe pubbliche e in quelle più private, significa anche leggere
                        di volta in volta le pagine più drammatiche e più gloriose del Risorgimento italiano. Così i nomi come
                        Staffalo, Novara, San Martino, Custoza, evocano fatti e personaggi che hanno costruito il patrimonio
                        della memoria storica del nostro recente passato.
                           Il di Revel, fervente cattolico, visse con sofferenza la fase più acuta della crisi tra il regno d’Italia e
                        il papato, ma ebbe come guida il principio servire il proprio paese. Sempre fedele a questa massima,
                        modulò le proprie scelte politiche e religiose.
                           Abile diplomatico, duttile negoziatore nelle complesse trattative che gli furono affidate, fu intransi-
                        gente difensore della tradizione monarchica cui affidava il compito di guidare non solo la vita politica,
                        ma anche di ispirare quella sociale e culturale. Genova di Revel fu dunque una personalità di primo pia-
                        no nell’Italia del XIX secolo, sia per gli incarichi che ricoprì, ma soprattutto per la dedizione alla causa
                        dell’Unità nazionale per la quale spese tutta la sua vita e le sue migliori energie.
                           Un personaggio tra quanti fecero concretamente l’Italia sui campi di battaglia, mettendo in gioco la
                        propria vita e le proprie speranze. Personaggi che con i loro slanci e le loro passioni, ma anche con le
                        loro contraddizioni e rinunce, hanno lasciato una traccia indelebile nel nostro passato tale da non poter
                        restare sommersa.
                           Rileggere la sua storia nella vicenda più ampia della storia nazionale ci conduce a riflettere anche
                        sulle radici della nostra identità, sul concetto di Patria, ormai ritenuto superato, sul ruolo della politica e
                        della religione nella nostra vita, insomma su quei principi e su quei valori inestimabili che ciascuno di
                        noi ha il dovere di conoscere e di proteggere proprio in un momento come il nostro in cui quel retaggio
                        ideale sembra essere smarrito e dimenticato.
                           è doveroso da ultimo sottolineare come l’impegno di questa iniziativa editoriale sviluppata nell’am-
                        bito degli studi storici pubblicati all’insegna dell’unità nazionale, abbia proposto accanto al profilo stori-
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