Page 10 - Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel - Per l'Italia e per il Re
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Europa, in uno dei momenti più critici della storia del re-
gno, Vittorio Amedeo III affidò a lui il comando supremo
dell’esercito delle Alpi marittime, che, alleato con quel-
lo dell’impero asburgico, doveva sbarrare il passo alle
armate della repubblica francese. Nel giugno del 1793,
sull’altura dell’Authion, i piemontesi, guidati dal Thaon
di Sant’Andrea guerriero di valore leggendario e di an-
tica fedeltà fronteggiarono e infine respinsero, dopo cin-
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que giorni di sanguinosi combattimenti, l’esercito rivolu-
zionario francese, scrivendo una delle più gloriose pagine
della loro storia militare. La vittoria consentì al Regno
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di Sardegna di arrestare le forze transalpine che avevano
già invaso la Savoia e parte della contea di Nizza e di
salvaguardare per qualche tempo ancora l’indipendenza
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dei territori piemontesi. A questa memorabile battaglia
presero parte anche i figli di Carlo Francesco, Giuseppe
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Alessandro e Ignazio Isidoro, il futuro padre di Genova,
che divenne il capostipite del ramo cadetto del casato da
cui discesero importanti personalità della storia nazionale
del XIX e XX secolo. Il conflitto con la Francia si trascinò
per qualche anno senza avvenimenti risolutivi, infine fu
deciso quando il 27 marzo 1796, al comando dell’Armata
d’Italia, fu nominato un giovane generale corso, Napo-
leone Bonaparte, che nell’aprile sbaragliò gli eserciti austro- sardi a Montenotte, Millesimo e Dego e
costrinse il regno di Sardegna a chiedere la pace. Il 28 aprile fu firmato l’armistizio a Cherasco, prologo
della drammatica trattativa di pace che si tenne nel maggio a Parigi.
Il negoziato, condotto da Ignazio Isidoro Thaon di Revel, che aveva già maturato un’esperienza di-
plomatica come ministro all’Aja dal 1789 al 1791, si configurò da subito come una capitolazione, sia per
la posizione di forza detenuta dall’esercito di Bonaparte che in Piemonte già occupava le piazzeforti di
Cuneo, Ceva e Tortona con le artiglierie e i magazzini, sia per il tradimento di un membro dell’entourage
di un alto dignitario sabaudo, consigliere del re, che aveva informato il ministro degli Esteri francese
Charles de Lacroix della volontà di Vittorio Amedeo III di giungere a qualunque condizione alla pace
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con la Francia rivoluzionaria. L’accordo di pace del 16 maggio 1796 sancì così sottrazioni territoriali
pesantissime: la Savoia, la Contea di Nizza, Tenda e Breglio passarono alla Francia e il Regno di Sar-
6 Luigi Arimattei, Una dinastia di uomini illustri, Faenza, F.lli Lega Editori, 1937, p. 19.
7 Ignazio Thaon di Revel, Mémoires sur la guerre des Alpes et les événements en Piémont pendant la révolution française, F.lli Bocca,
Torino 1871, p. 44 -57.
8 Nelle due giornate dei combattimenti dell’8 e del 12 giugno i francesi ebbero 3200 morti e i piemontesi 2400. cfr. Nicomede Bianchi,
Storia della monarchia piemontese, vol. II, p. 127, Torino, F.lli Bocca, 1877 – 1885.
9 Giuseppe Alessandro Thaon di Revel (Nizza 1756 – Torino 1820) Prese parte con il fratello alla battaglia dell’Authion, dove rimase
ferito a una gamba da un proiettile di artiglieria. Fu nominato nel 1802 governatore di Sassari, nel periodo in cui la corte sabauda
si era rifugiata in Sardegna. Generale di fanteria nel 1812 organizzò per volontà di Vittorio Emanuele I nel 1814 il reale corpo dei
Carabinieri. Nel 1815, divenuto governatore di Torino, fu insignito dell’ordine della SS. Annunziata. Morì nel 1820.
10 «Giunto a Parigi, Ignazio volle nel suo primo incontro con Lacroix sostenere la causa del Re. Tutto è inutile, gli disse Lacroix,
sappiamo perfettamente che avete ricevuto l’ordine di fare la pace a qualunque costo. Ignazio venne così a scoprire che era stato il
valletto di camera di Cravenzana che aveva tradito il segreto. Fu arrestato. Il valletto di camera fu condannato a morte». Cfr. Ignazio
Thaon di Revel, Mémoires, cit., p. 357n. (In francese, la traduzione è mia).
prologo

