Page 205 - L’Italia del dopoguerra - Le scelte internazionali dell’Italia
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          Federalisti europei e opinlone  pubblica
             L'ade:;ione alla  NATO,  rer cnntro,  non convince tuili gli eumpei~Li mili-
          wnti.  In essa  talunl  vedono  anzi  una  rossibile causa  di  cl~ct'lerazicme
          dell'auspicato c:tmmino ve.rso  la  federazione,  per almeno due  motivL  In
          primo luogo neJ  1949  In  NATO  si  configura  essenzialmcmc  quale blocco a
          egomonia  anglo-americana.  anzi.  più esattamente.  degli  USA  e.  in posizione
          subordinata.  del  Regno  Unito.  Gli  :1ILri  nmwtari  del  Trattato  si  collocano a
          molte  lungh<:<!ZC  d:lll'unica  p<>tem· ....  in quel  momento  in grado dì  IL''3re  la
          bomba atomica e del suo ;llle<~to storico. Si teme. quindi, che il Tmuatt> po.•;,;:a
          comportare  una  dlmimllio  complessiva  deWEuropa  (e  propriamente
          dell'unica  Europa  in  quel  momento  possibile,  cioè l'"oceidcntale").  incline a
          ras~gnarsi a sponda orientale delle d~te maggiori potenze. In seconùu luc~o.
          proprio i  federalisti che, come Alriero Spinclli, provengono da un'amiC:t  mili-
          tanza  nelle tìle dcJ  Pd'll:alia, temono che la  valenza non solo Jiberal-dem<XT:L-
          ticu  ma  spccincameme  anticomunisw  della  NATO possa spingere  I'URSS  su
          posi:tioni oh:ranzistiche,  aggra\•ando il tr'.lltamemo  già  duramente punitivo  d:l
          questa  tiservato a~li Stati  satelliti  nell'est europeo. La  dll3tazione dell'area di
          conHitto - dall'Europa alle colonie, ove già risultano artivi  mO\·imeruì di libe-
          razione nazionale - non potrà non comportare,  infine, la .subordinazionc dd
          v<!cchio  continente  rispt:tto  a  una visione globale dei  teatri  di cri.'ii, a  tuno
          danno della immediata  real iz~zione di alcuni strumenti qualifiC:tmi d'integra-
          zione. La sone di lì a poco tocC:tta alla Comunità europea di difesa. dapprima
          strenu\111lente  voluta.  poi altrettanto intrasigcmeme:nte  respinta.  non è  che la
          confenna ddla  fondatez7.a di tali timori. D'ahronde la  firma  del Trattato com-
          pona,  parados,o;almcme.  un  r.iiTonamento  dello  s1a111s  quo (m/e di ciascun
          J>ae$e. proprio mentre i  fedemlìsti risultano declinami.
             Di  lì  l'imponanza del  clrhattito  sviluppato  negli  anni  1948-50  da  alcune
          riviste non appianite sulle diretrive di questo o  quel panito_ tJn loro  compiuto
          esame richiederebbe uno spazio di molto superiore ~ quello sinor::J  utilizza10
          per t.r:lcciare  la  comke entro In.  quale esse  sviluppano la  loro iniziativa.  Ci
          limiteremo pertanto a  ricordarne ~Imeno le tesune. Fra  i  principali "labornt<>ri•
          impegnati  a  discutere  tuni  gli aspetti dell'adesione dell'Italia alla NATO :;pie-
          C'dno  "il  Ponte" e "Il Mondo". entrnmbe espressione di due anime divaric-<~mi
          della d<.:tnOCI"dZia  !alta it.all;ula.
             U mensile  fiorentino  "Il  Ponte"  risult:a  più travagliato  dinanzi alla scelta
          "occidentale". Tm l suoi collaboratori ncso."tlnO coltiva simpatie pt:r il totalitari-
          smo comunista e meno anC(>r3  per lu stal.inismo. l.a sìtua7Jone interna e soprat-
          tutto k1  prevalcmw di correnti integralistiche clericali  nelle tìle ddla  r>emocra-
          7Ja  Cristi:ma  fanno  i"><trò  temere che  l'upzione "occidentale"  sia  il  paravento
          dietro il quale viene imposto  un nuovo regime eli nuusa dcricali7.zazinne della
          società italiana: predella di nutiVC:!  tentazioni avventuristiche. Di Il 1:1  prevalenza
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