Page 210 - L’Italia del dopoguerra - Le scelte internazionali dell’Italia
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2o6 M-'SSIMO IlE U:Ol'IAI\OIS
udl'lwlia unita le ,;celte c.li polìtic.:a estera er.mu :.wtc così lcg:ttc come nel
se<xmdo dopoguerm alle viCende eletUJr.Jti tlJ c a qudlc interne dei paniti.
anche minori. Vl er<~ un s:~lto cnonnc tr.t l'~x"a della Triplice Alle:~nza. della
cui lìm1a il rarl:unento e l'opinione pllhhlica non ruruno nemmeno inf0m1atl.
wnto che per un anno almeno si ùubctò .1ddirittura <."Sistcssc un tale trattato Hl,
c l'ampia discussione a tulli i livelli preventiva c SLlcccssiva alla l'irma del
Patto Atlantico.
l: 1 n:11'Ci1a di un sL~tcma hipol:u'l! t:tcrogenc:n ''' <rppcna ma.scherato nei
primi ~mni dt:l dopoguerm dal ncolo imporumtc :rne<ml giocato &!113 Gr.m
Bretagna e dal suo Impero. rendev-.1 as.~li più rigi<.li che in passato gli schemi
diplomatici ({tl: l Re di Francia del XVI c dd >..'VII S<..._-olo. nonostante b Clualilì-
c c di Cristianissimi, si erano aii~Hi n.m il Sultano contro gli Asl>ur~o: il rischio
era stato comunque gravissimo per l'Europa che si salvò grazie alla viLLoria eli
lc:p~mto. Dopo il 1945. il "turct>~ non era più un terzo int'l'lmodo. nm una
delle du<.: f<lrLe che si comcndevanv J'egt:rnunia in Eun>pa.l'lwUa e I'Eurora,
quella lil)l:!ra di decidere il suo de.~lno. non pt>levano scegliere il nuovo
"w reo", come ~cri ve va nel 1941:1 I'Amh:tSCiatnre a l'::uigc Pierro Quaronl al
Pre~i\.lc;;ntc ddl:. Rcpltbblic;:~ Lvigt Einil~dì; "l'leii'J.l;•lr.c uel Sd o Sem:cenlo si
poteva essere relativamente indifferenti al trionfo tli Sp:1gna, Austria o Francia
poi<"hé. sostanzialmente. esse mppresenmvano lo stesso ideale di vita: ernno
itl gic><:<> solo interessi din~Mici, interes;.i di principì. Ma non si sarebbe potuto
restare indifferenti se si fo~e lr:m:uo di scegliere, meniamo. frd b Spagna e 1:1
Turchia, poiché il trionfo del turco avrehhe significato crmbiare rJdk:almente
l\lHO il nostro asseno di vita. Oggi l'Europa occident:Jie. in q\tanto espressione
di una dt:termin:na dvilt:ì, ~i trova ùi nucwo di fronte :1l IU~'O. e il turco è b
Russin di Sralin" m.
Ecco quindi che la politiCI c"tCJ'!l (~~m l"ind~\pt:n'iahilc <.~>r<•Uario della
pollticn militare, ché "1 negoziati serw~t le armi f:rnno poa• impressione, come
gli spartiti musicali senza gli Slru~nti". come diceva Federico Il di Prussia).
ac:quist:wa prcmincn7.a su quella interna: ·JI pou:rc continuart! a vivere
nc:ll'atmosfcr:t dell3 civilt:ì occident:tlc:. - :,erivev:r .JnCOrJ Qtmruni - dipende
::olo in minima parte dal risultati (X>:.itivi <> ~K>g:~li\•i çhc potrà rau:oglierc 1:1
poliLica interna it::lliana, dipende inwcc !iC>Stanzialmentc dal fano se t>i riusc.iril
ad imrcdire che l'esercito del nu<wo tun..'l'l enrri in h:11ia e d si ,;tahillsc:t in
modo deflnitlvo•. Vincere le dc:ziuni dd 15 apri!.: 1948 trJ nc:c:c:ss:uio, ma
non sufficiente. a salvaguardare la llhen:'r in lrali;t. Sempre Qu:uoni. alcuni
anni dopo. ribadirà il primato della politica este-ra: "Per un complesso di
rJgicmi noi siamo arrivati a ùlre che. :;ul piano intc!mo c.: sociale, si potreblx:ro
Lrovnre delle possihllir~ dJ acet)roo con • soc~:~lisd di Nenni, e perfino quasi
con i com\misti: e che è solo In politica estera d1e d di\'ide. Se allora. sia
pure per ragioni di t:mica, ci trovi:llliO a mollare sul!:• politic:1 :ttl:tnrica, cosa
no: divenili della Situal'.iom: politica all'inremo?·IHt

