Page 15 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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BREVE INTRODUZIONE
“8 settembre 1943-25 aprile 1945
La Resistenza dei Militari Italiani:
un lungo percorso sino alla vittoria finale”
rima di passare alla narrazione degli avvenimenti che caratterizzarono l’inizio della Resistenza in
Italia e la cobelligeranza, alcuni documenti inglesi e americani forniscono allo studioso una visio-
ne generale di quel periodo storico sulla situazione del morale della popolazione italiana (militari
P e civili), e del suo atteggiamento verso la guerra, dopo 4 anni di conflitto, verso i nemici (Gran
Bretagna e Stati Uniti), e verso gli alleati del momento, la Germania nazista.
Leggendo queste carte si possono meglio interpretare e contestualizzare quelle che sono state le richieste
angloamericane al governo Badoglio per un armistizio e, in seguito, per una cobelligeranza non sempre ben
salutata e accettata, nonostante l’apporto di formazioni militari italiane combattenti a fianco delle truppe
divenute ‘alleate’ e quei numerosi atti di valore che hanno contribuito in modo decisivo alla completa vittoria
militare Alleata contro la Germania nazista.
Uno spazio particolare deve essere dato a chi fece resistenza anche nel settore dell’intelligence. Quando
negli Anni ’60 e seguenti, questo elemento non fu messo molto in rilievo negli studi di settore della Seconda
Guerra Mondiale, era perché gli archivi britannici e americani non avevano ancora reso possibile lo studio
di documenti molto importanti che spiegano bene come si è arrivati ad alcune decisioni politiche e ad al-
cune operazioni militari, con i tempi decisi per esse. Lo stesso accade per i documenti italiani del Servizio
Informazione Militare (SIM), italiano, durante la seconda guerra mondiale: solo una ventina di anni fa sono
stati resi fruibili ai ricercatori.
Un acuto studioso di storia diplomatica contemporanea, Mario Toscano, faceva notare, già nel 1963, che
molte decisioni nella seconda guerra mondiale sono state prese, anche in base a notizie e rapporti segreti
che venivano veicolati, grazie a un aumento ‘vertiginoso’, per quei tempi, delle ‘novità’ nell’ambito dei mezzi
di telecomunicazione, che ebbero luogo soprattutto dopo la fine del primo conflitto mondiale . Ricorda lo
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studioso che, se nel 1938 il Foreign Office britannico ricevette 223.879 messaggi, nel 1913 ne aveva ricevuti
solamente 68.119 . L’invenzione di molte macchine cifranti (Hagelin C35/C36 o Enigma, ad esempio, de-
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gli Anni ’20/’30), aveva aumentato fortemente l’attività operativa di conoscenza e disinformazione, quale
elemento bellico (la cosiddetta ‘guerra delle ombre’), degli eserciti di quasi tutti i paesi, a maggior ragione
durante un conflitto .
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Per il raggiungimento invece di una accurata quanto acuta analisi predittiva rispetto alle notizie veicolate,
si dovrà attendere ancora fino a dopo la seconda guerra mondiale, per costruire una vasta professionalità
nel settore, anche se molto spesso ottimi analisti riuscirono a percepire quel che si prospettava dall’in-
sieme dei messaggi ricevuti e quindi avere una buona analisi predittiva, anche nel settore della condotta
militare, che, spesso, però, non veniva accettata da chi doveva prendere le decisioni politiche e militari,
come Hitler e Mussolini.
1 Mario Toscano, Pagine di storia diplomatica contemporanea, vol. II, Origini e vicende della seconda guerra mondiale, Milano, Giuffrè
editore, 1963.
2 Ibidem, p.76.
3 V. Thaddeus Holt, The Deceivers. Allied Military Deception in Second World War, A Lisa Drew Book/Scribner, New York, 2004;
Anthony Cave Brown, Una cortina di bugie, Milano, Arnoldo Mondadori Editore 1976.
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