Page 20 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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“8 settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari Italiani: un lungo percorso sino alla vittoria finale”



                                                         anno dopo e l’impatto psicologico del bombardamento di
                                                         Roma, oltre a quello di molte altre città italiane, fu sicura-
                                                         mente la ragione principale che portò gerarchie fasciste e
                                                         militari a rimuovere il Duce.
                                                         Era stato anche preso in considerazione come importante
                                                         strumento di guerra quello della propaganda per staccare
                                                         l’Italia dalla Germania; in particolare si doveva dare l’im-
                                                         pressione che i governi angloamericani erano già in contatto
                                                         e che davano supporto alle fazioni antiguerra e antipartito
                                                         tedesco in Italia e se questo non era vero al momento degli
                                                         inizi del programma di propaganda, doveva comunque di-
                                                         ventarlo di fatto rapidamente. Lo divenne ma non ebbe poi
                                                         quell’impatto che all’origine si pensava potesse avere.
                                                         Gli angloamericani  analizzarono  poi  anche un’altra si-
                                                         tuazione, e cioè quale grado di controllo avrebbe potu-
                                                         to esercitare Mussolini attraverso la polizia fascista e la
                                                         Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN ),
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           National Archives of  United Kingdom (NAUK) - Londra  aiutato dai tedeschi. Questa ultima contingenza sarebbe
                                                         stata grandemente influenzata dalla debolezza raggiunta
           dal regime durante l’inverno del 1942. Ritenevano che tutto questo sarebbe in realtà poi dipeso dall’atteg-
           giamento dell’Esercito che non era ancora possibile prevedere in quel periodo. Infatti, furono i militari che
           presero l’iniziativa concreta di chiedere una tregua che divenne poi invece una resa incondizionata.
           Churchill indicava che era un punto di fondamentale importanza indebolire il regime con tutti i mezzi a di-
           sposizione, specialmente con i bombardamenti aerei, con blocchi navali e con operazioni terrestri. Era lui che
           attribuiva anche molta importanza alla guerra psicologica ben calibrata e diffusa a vasto raggio, con comuni-
           cazioni radio (Radio Londra in italiano ebbe un notevole impatto), volantini, manifesti, giornali, speciali pelli-
           cole al cinema ed anche diffusione di canzoni e canzonette che appoggiarono sicuramente lo sforzo bellico .
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           Sono le riflessioni del Primo Ministro Winston Churchill e del suo Gabinetto di Guerra (War Cabinet), che
           fanno comprendere come, sebbene fosse ancora sottotraccia e passiva nel 1942 e inizi del 1943, in realtà una
           resistenza italiana, anche se non armata, verso il governo fascista e l’alleato nazista, fosse già iniziata e non
           aspettava altro, soprattutto nel 1943, che fosse ‘dichiarata’ una sollevazione per uscire allo scoperto.
           L’intelligence inglese aveva ben compreso, quindi già nel 1942 quale era la reale situazione in Italia, adom-
           brando un possibile cambio di governo o comunque richieste per eventuali trattative di pace da parte italiana .
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           Fu nella conferenza di Casablanca (14-24 gennaio 1943) che gli angloamericani (Presidente Roosevelt, Chur-
           chill, e successivamente con la presenza dei generali Harold Alexander e Dwight Eisenhower), decisero
           l’invasione della Sicilia (Operazione Husky) , come punto di appoggio per iniziare a risalire la penisola, respin-
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           gere i tedeschi verso nord e sconfiggerli, da sud (Italia) e da nord (Francia). Fu lì deciso che la Husky sarebbe
           stata lanciata in luglio, con possibili piani di copertura, per mascherare il vero obiettivo. Churchill era dell’idea
           che fosse consigliabile, per il momento, mantenere la paura di un bombardamento su Roma, anche se questo
           poteva essere effettuato solo dopo ulteriori approfondite consultazioni. Roosevelt aderì a questa idea. Fu


           3   Riconosciuta legalmente nel 1923: doveva provvedere in concorso coi corpi armati della sicurezza pubblica e con l’esercito a mantenere nell’in-
           terno l’ordine pubblico, preparare e conservare inquadrati i cittadini per la difesa degli interessi dell’Italia nel mondo.
           4   Lamberto Mercuri, Guerra psicologica. La propaganda angloamericana in Italia 1942-1946, Biblioteca dell’Istituto di Studi per la Storia
           del Movimento Repubblicano, con prefazione di Ennio Di Nolfo, Roma, Archivio Trimestrale, 1983.
           5   Per i rapporti tra l’intelligence britannica e l’Italia v. tra gli altri, Peter Sebastian, I servizi segreti speciali britannici e l’Italia (1940-
           1945), Roma, Bonacci editore, 1986; Tommaso Piffer, Gli alleati e la resistenza italiana, Bologna, il Mulino, biblioteca storica, 2010;
           Roger Absalom, A strange Alliance. Aspects of  Escape and Survival in Italy 1943-1945, Accademia Toscana di Scienze e lettere “La
           Colombaria” “Studi” CXX, Firenze, Leo S.Olschki Editore, 1990; Richard Overy, La strada della vittoria. Perché gli alleati hanno vinto
           la seconda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino-Biblioteca Storica. 1993.
           6   Winston Churchill, La Seconda Guerra Mondiale, Mondadori, Milano, 1955, Parte V, volume I, p.38-56.

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