Page 21 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
P. 21
CAPITOLO PRIMO
anche deciso in quella occasione di conferire responsabilità e
comando per tutta l’operazione a un Comandante Supremo,
dal quale i Comandanti in Capo di Marina, Esercito, Aeronau-
tica, avrebbero dovuto accettare le direttive ricevute e alla cui
autorità rispondere delle loro decisioni operative. Due Task
Forces, una occidentale e una orientale, avrebbero dovuto es-
sere messe agli ordini di questi Comandanti.
L’operazione di invasione della Sicilia doveva essere princi-
palmente pianificata dal Nord Africa . Quello del 23 gennaio
7
fu l’ultimo incontro formale della Conferenza di Casablanca.
La lettura dei verbali di quelle riunioni fa ben comprendere
non solo la strategia e la tattica degli angloamericani nel Me-
diterraneo ma globalmente tutto il proseguimento del con-
flitto che, peraltro, sarebbe cessato solamente dopo due anni.
In quella conferenza, Stalin e Roosevelt avevano vinto la re-
sistenza di Churchill, programmando l’apertura del secondo
fronte in Francia per il maggio 1944, con la conseguenza che
l’Italia divenne un fronte secondario e la liberazione di Roma
dai nazisti, più lontana. Gli ‘Alleati’ appoggiavano ancora la
Monarchia e prendevano in considerazione il Maresciallo Pie-
tro Badoglio, stimandolo nonostante l’età avanzata, come un
possibile futuro Capo di un Governo post fascista, ma riman-
davano le decisioni circa i mutamenti politici a un periodo suc-
cessivo alla liberazione di Roma. Dovettero invece agire prima.
Anche i partiti antifascisti, riuniti nella comune lotta per ottenere Churchill, Parte V, volume I (Mondadori Editore,
la libertà, decisero di rimandare il problema istituzionale, com- edizione del 1955). Biblioteca privata Pasqualini
preso il permanere della Monarchia, alla liberazione di Roma,
concentrandosi sui problemi generali del territorio italiano.
Un documento del 24 aprile 1943 , redatto dall’allora Ministro britannico degli Affari Esteri, Anthony
8
Eden, sulla situazione interna in Italia, metteva in rilievo che le sconfitte dell’Asse, fin dal novembre 1941,
dapprima in Nord africa e più tardi in Russia, e i bombardamenti intensi sull’Italia fatti dalla RAF e dalla
USAAF, avevano avuto un effetto notevole sulla popolazione civile. Anche tra i quadri militari, sebbene
nelle Forze Armate fosse decisamente più alto che tra i civili, tuttavia si poteva notare che il morale era, e
non certo sorprendentemente, sceso negli ultimi tempi. La Germania non era più amata e stimata, seppur
mai lo fosse stata dall’intera popolazione, e questo sentimento si era intensificato anche per il modo con
cui i tedeschi non avevano sostenuto le truppe italiane; anzi, le avevano abbandonate al loro destino sia
in Nord Africa sia in Russia.
Anche se la situazione di quel momento (marzo-aprile 1943), in Tunisia (ancora occupata da italiani e tede-
schi), aveva in qualche modo rinfrancato la popolazione, si era ormai diffusa la convinzione che la perdita
di tutti i possedimenti in Africa era solo questione di tempo e che le Forze dell’Asse non avevano alcuna
speranza di vincere la guerra. Secondo l’analisi britannica, comunque vi era una, anche se tenue, probabilità
che il regime fascista potesse riuscire a tenere la sua posizione all’interno, anche dopo la perdita della Tu-
nisia, specialmente se i tedeschi fossero intervenuti e avessero preso il controllo della situazione non solo
militare ma anche politica.
In realtà però, già, nel novembre 1942, con gli inglesi che avevano vinto a El Alamein e gli angloamericani
sbarcati in Nord Africa, era chiaro che ormai le forze italo-tedesche non sarebbero riuscite a vincere nel
7 V. NAUK, CAB 99-24-1, Combined Chiefs of Staff, Minutes of the meeting, held at Anfa Camp, on Saturday, January 23, at 17.00: …3.
Operations on the Mediterranean, alle p. 11 e ss e p. 79, per le decisioni relative alla Sicilia e al momento temporale per lanciare l’O-
perazione.
8 NAUK, CAB 66-36-26, 24 aprile 1943, Internal Situation in Italy.
17

