Page 19 - 8 Settembre 1943-25 aprile 1945 - La Resistenza dei Militari in Italia: un lungo percorso sino alla vittoria finale
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CAPITOLO PRIMO




                                                CAPITOLO PRIMO


                   DALLA DICHIARAZIONE DELL’ARMISTIZIO AGLI INIZI DELLA RESISTENZA*


           1.1  La situazione in Italia  nel 1942  e primi mesi del 1943,  secondo le valutazioni
                 dell’intelligence britannica e americana che ebbero notevole influenza sulla politica
                 militare e civile degli angloamericani, dopo il 25 luglio 1943


                      in dai primi mesi della sua entrata in guerra, l’Italia veniva attentamente analizzata, in relazione
                      non solo alla sua presenza nel conflitto ma soprattutto già a una sua possibile uscita con le con-
                      seguenze che si potevano prevedere.
           F Il 10 dicembre 1940 il Comitato dei Capi di Stato Maggiore degli Alleati, ad Algeri, si era riunito
           e, sulla base di un lucido memorandum del settembre precedente di Sir Percy Loraine, aveva redatto un
           documento relativo alla situazione militare che si sarebbe venuta a creare, nel caso che gli italiani avessero
           dimostrato dei segni di cedimento, possibili rispetto alla constatazione che il precedente conflitto in Etiopia
           aveva molto indebolito le Forze Armate italiane, non ancora pronte per entrare in combattimento, e quindi
           il relativo comportamento militare da tenere. Ritenevano che il caso peggiore sarebbe stato quello in cui il
           governo italiano avesse accettato un controllo tedesco, per evitare un collasso militare, mentre una eventuale
           defezione dell’Italia dall’Asse sarebbe stata la situazione più auspicabile. Si rendevano conto che la miglior
           politica era quella di riuscire a far cadere l’Italia prima che i tedeschi riuscissero a salvarla dal collasso mili-
           tare. Se non si fosse riusciti in questo obiettivo, il migliore comportamento sarebbe stato quello di causare
           un completo collasso militare italiano e rovesciare il governo fascista . Aveva scritto tra l’altro l’autore del
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           memorandum ai punti g) e h):
                       g) al fine di vincere dobbiamo tagliare le comunicazioni dell’Italia con il Nord Africa; per tagliare le comunicazioni
                       italiane con il Nord Africa dobbiamo distruggere il potere marittimo degli Italiani; e quindi dobbiamo anche liberare
                       il Mediterraneo dalle devastazioni effettuate dalle basi aeronautiche sotto controllo italiano; h) una volta che abbiamo
                       distrutto il potere marittimo italiano e ancor meglio se siamo riusciti a paralizzare il potere aereo italiano, possiamo
                       unirci ai nostri amici turchi, proteggendo l’Egitto, la Palestina, l’Iraq e stringere il blocco della Germania e dei terri-
                       tori da lei dipendenti, da Capo Nord ai Dardanelli….
           Sottolineando, giudizio interessante, l’importanza e la forza della Marina e dell’Aeronautica italiana capaci
           ancora di distruggere, da paralizzare (to paralyze) per poter chiudere il cerchio intorno alla Germania .
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           Già agli inizi del 1941, vi erano delle indicazioni di considerevoli movimenti antifascisti in tutta l’Italia, in
           particolare nell’area industriale nel Nord: era ancora comunque difficile per gli angloamericani comprendere
           fino a qual punto la nazione italiana fosse pronta e in grado di sollevarsi contro il regime fascista, già nel ’41,
           perché tutto dipendeva da quel che sarebbe successo nel frattempo. La possibilità e la prontezza dell’Italia
           a sollevarsi contro il fascismo sarebbe stata sicuramente in diretto collegamento con il grado di successo
           militare che gli angloamericani sarebbero riusciti ad avere nell’anno 1941 e sarebbe anche dipesa dal grado
           con cui la guerra sarebbe stata portata contro la popolazione italiana nella penisola. Ritenevano che, se
           fossero stati in grado di bombardare in modo continuativo durante l’inverno obiettivi importanti in Italia e
           nello stesso periodo fossero stati in grado di affondare una gran parte della flotta italiana (ritenuta efficiente
           e ‘pericolosa’ per il suo dominio nel Mar Mediterraneo), allora l’Italia, di fronte a tante distruzioni e morti,
           probabilmente sarebbe stata pronta a sollevarsi contro il regime fascista nella primavera del 1942. Lo fu un


           * In questo capitolo e negli altri che seguono saranno ricordati solo alcuni fatti d’arme e di valore. Non sarebbe possibile in un
           solo volume raccogliere tutti gli avvenimenti che sono stati molto ben studiati e editi dagli studi degli Uffici Storici delle Forze
           Armate e da studiosi civili in questi 80 anni che ci separano da quegli avvenimenti. V. la bibliografia dell’Autrice e quella curata
           dagli Uffici Storici delle Forze Armate, riportate in allegato.
           1   National Archives United Kingdom (NAUK), WO 193/750, Policy in the event of  Italian collapse, 10 dicembre 1942.
           2   Ibidem.

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