Page 123 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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terza Parte
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dopo lA SecondA guerrA mondiAle
Dopo la Seconda guerra mondiale l’addestramento militare al combattimento corpo
a corpo sembra ormai superato dalla convinzione di essere entrati in un’era di guerre
tecnologiche a grandi distanze. Solamente in anni più recenti, a causa di nuove e
molteplici minacce più complesse e articolate, affrontate con nuove tipologie di
intervento militare, si ripresenta necessario, per determinati reparti di forze armate
e polizia, rivalorizzare tecniche e pratiche di combattimento individuale. Non tutti
i Paesi ovviamente hanno affrontato allo stesso modo l’epoca intercorsa tra questi
due momenti: molte forze armate, nell’Estremo Oriente ancor più che in Occidente,
hanno continuato a coltivare negli anni tecniche di combattimento e discipline
marziali funzionali alle necessità militari e di pubblica sicurezza.
Le moderne tecniche di combattimento corpo a corpo in ambito militare si pre-
sentano come una contaminazione di più stili e discipline marziali, autentici e
sistematici sincretismi interdisciplinari per tale ragione solitamente detti “sistemi
di combattimento”. In tal modo, l’aderenza di una o più pratiche a una determinata
scuola o disciplina di combat-
timento ha la sua importanza
inizialmente, nella fase di ap-
prendimento dei cosiddetti
“fondamentali”, ovvero le basi
di ogni disciplina; in concreto
però, non esistendo una
disciplina migliore dell’altra, tale
nd
fase è pressoché rapi damente ROK Marines 2 Brigade: allenamento in Vietnam
superata dalla capacità – e necessità – di acquisire da ognuna di esse le tecniche di
combattimento più idonee alla determinata situazione da affrontare, svincolandole
da qualsivoglia principio formale.

