Page 124 - Le Arti Marziali nel mondo Militare
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L’obiettivo finale è stabilire requisiti e prerogative di un “sistema di combattimento”
militare. Una volta terminato l’addestramento i reparti operativi raramente hanno
il tempo necessario a mantenere un regolare programma di allenamento. Per
tale ragione un “sistema di combattimento” stabilisce le tecniche da impiegare
nei diversi contesti tattici, quali possano mantenere la loro letalità a fronte della
scarsa possibilità di allenamento e rispondano in maniera appropriata a criteri di
applicabilità ed efficacia in contesti operativi, ma anche in relazione a indumenti,
equipaggiamento e armamento in dotazione. Con la selezione delle tecniche è
dunque organizzata l’offensiva all’arma bianca, la difesa, il disarmo.
A tal fine è necessario praticare due differenti metodi di “condizionamento
fisico”. Il primo è generico, ossia l’allenamento fisico di base – potenziamento
di forza e agilità – indispensabile ad affrontare e sopportare l’addestramento
alle tecniche di combattimento; il secondo è più specifico, ovvero l’allenamento
nell’acquisizione e nella corretta esecuzione delle tecniche stesse, incluse
quelle di caduta. In questa seconda fase si curano agilità di movimento,
resistenza alle leve articolari, velocità di schivata, velocità e potenza dei colpi
e può essere previsto il condizionamento degli arti rispetto all’impatto con
materiali di varia natura e consistenza.
Successivamente si passa allo studio del “sistema di combattimento”, ovvero
alla pratica delle tecniche nei diversi contesti e con differenti concatenazioni
sequenziali. Si tratta della fase in cui sono curati concentrazione, movimento,
cambi di direzione, equilibrio, stabilità, respirazione, contrazione muscolare,
capacità di reazione immediata, resistenza, percezione dello spazio e della distanza,
accuratezza e precisione delle percussioni o delle proiezioni, tempismo, riflessi e
ritmo di combattimento. L’applicazione delle tecniche ad alta velocità e l’elevato
numero di ripetizioni attivano una forma di “condizionamento psico-fisico” che
consente azioni e reazioni rapide e automatiche – da non confondere con quelle

