Page 180 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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180 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
golare di quell’organizzazione e si era dovuto necessariamente ricorrere a
una soppressione di comandi e uffici e a una razionalizzazione dei presidi.
Con tali interventi, terminò la riorganizzazione del titolario e dell’Uf-
ficio Centrale di Polizia sino al passaggio del suo archivio dall’italia alla
Grecia, attraverso l’amministrazione militare britannica che temporanea-
mente aveva gestito quell’oramai antico possedimento italiano oltremare.
Così, mentre l’archivio più propriamente legato alle funzioni di polizia
(quello riferito all’Ufficio Centrale Speciale rimase a Rodi e passò poi con
tutto il territorio al governo greco, ben diversa sorte ebbe invece l’archivio
riservato (o parte di esso).
infatti, dalla comunicazione datata 18 febbraio 1947 a firma del pre-
sidente della commissione per la tutela degli interessi degli Italiani nel
Dodecaneso, dottor antonio Macchi, si precisava che una parte consistente
degli «atti dell’archivio riservato dell’ex Comando Gruppo Carabinieri»
era stato distrutto non avendo potuto trasferirlo in italia a seguito dell’in-
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tervento di un colonnello greco . Solo una piccola parte di documenti
prodotti e custoditi dall’Arma furono autorizzati al rientro in Italia come
ad esempio i fogli matricolari dei Carabinieri aggiunti di cui si è già parlato
precedentemente. In ogni caso, nella relazione allegata alla comunicazione
e redatta dal Maresciallo Francesco Corletti il 20 dicembre 1946, si narrava
delle difficoltà connesse all’eliminazione di «tutte le carte segrete e tutte
quelle altre comunque compromettenti nel senso che potessero prestarsi a
speculazioni politiche e ricatti». La quantificazione delle dimensioni era
indicata in 17 autocarri e circa trenta tonnellate di carte che furono date alle
fiamme, praticamente sotto gli occhi dei rappresentanti della polizia greca
in procinto di assumerne dai Carabinieri le funzioni sulle isole e dei mem-
bri della British Military Administration (BMA) ancora presenti in attesa
del passaggio delle consegne. Corletti mise in evidenza di aver proceduto
anche all’eliminazione dei fascicoli dall’archivio generale (quello dell’Uf-
ficio Centrale Speciale) di «tutto quanto può prestarsi a “manovre future”
contro nostri Enti, funzionari e membri del Governi, personalità, ecc.». il
maresciallo precisava anche la sorte della documentazione dei reparti più
piccoli «Quanto alle carte serbate alle stazioni dell’interno di Rodi ed ai
Comandi delle isole minori, il vandalismo degli indigeni a [sic!] pensato
324 Archivio Storico Diplomatico Ministero Affari Esteri (d’ora in poi ASDMAE), Fondo Di-
rezione Generale Affari Politici 1946-1950, serie Dodecanneso, busta 3, fascicolo 6 Miscellanea
(Atti e documenti appartenenti alla cessata amministrazione di Rodi). Si ringrazia il professor
Luca Pignataro per la segnalazione.

