Page 176 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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176 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
Una nota precisava, a proposito della prima divisione relativa al Gabi-
netto, che «Tutte le pratiche della prima categoria hanno carattere riservato
e pertanto dovranno essere trattate e conservate con le cautele stabilite per
tale carteggio. Per ciascuna delle persone indicate nelle specialità 4-5 e 6
dovrà essere impiantata singola pratica». Si noti tale avvertenza che indi-
cava una sovrapposizione tra le disposizioni generali che erano in uso per i
comandi dell’arma e la struttura dell’archivio presso le questure.
inoltre, ulteriori istruzioni precisavano la gestione di tale documenta-
zione:
«Gli uffici locali di PS impianteranno per ogni specialità una pratica nella
quale verranno poste tutte le lettere in arrivo e le minute di quelle spedite,
riferentesi all’oggetto stabilito per ciascuna specialità. Tali lettere saranno
numerate in ordine cronologico e sulla copertina verranno segnati il numero
d’ordine di ogni lettera, la data ed il numero di protocollo di quelle in arrivo,
nonché l’oggetto di ogni singola lettera (in arrivo e partenza). Poiché gli uf-
fici locali di PS non dovranno usare registro di protocollo o di corrisponden-
za, il numero di protocollo delle lettere sarà rappresentato dal numero della
specialità, seguito, a modo di frazione, dal numero d’ordine della lettera. ad
esempio, la prima lettera della pratica «affari riservati» avrà numero i/i di
protocollo, la seconda della pratica «stato civile» avrà n. 18/2.»
Era previsto l’impianto, a cura di ciascun ufficio circondariale di PS, di
una coperta indice per ogni specialità nella quale si sarebbero dovuti con-
servare tutti i fascicoli riferiti all’oggetto della rispettiva specialità. a tal
proposito appare piuttosto singolare la prescrizione di non usare né registro
di protocollo né registro di corrispondenza poiché se da una parte rendeva
l’archivio in uso corrente permanente, dall’altra faceva venire meno anche
la possibilità di riscontrare la trattazione di nuovi affari attraverso l’uso del
registro di protocollo. in ogni caso, sebbene non vi sia traccia nel senso, si
noti che il fondo archivistico è integrato da uno schedario nominativo sia
di persone sia di società e attività, in modo tale da agevolare la ricerca da
parte del personale incaricato della gestione di tale archivio.
Le disposizioni del 1932 precisavano ancora l’uso dei registri di proto-
collo. In particolare,
«Tali uffici [circondariali di PS] avranno poi due registri di protocollo, uno
riservato per le pratiche della categoria i della divisione i e l’altro ordinario
per tutte le altre pratiche. in definitiva, gli uffici circondariali di PS, pur
ripartendo il carteggio nel modo indicato dalla presente circolare, dovranno
seguire le norme stabilite per il carteggio dei Comandi di Ufficiale dell’ar-

