Page 414 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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            mento di facile applicazione per tutto il personale dell’arma, intervenendo
            sulla normativa interna con opportune modifiche.
               Si potrebbe valutare anche l’accorpamento del Museo Storico, che è
            realtà differente con distinte funzioni, all’interno dell’Ufficio quale terza
            sezione in modo tale da portare sullo stesso livello degli altri uffici storici
            l’attività museale che, al momento ha piena autonomia rispetto l’Ufficio
            medesimo con possibili scollamenti nella gestione di attività similari. Ciò
            consentirebbe anche di riequilibrare il personale. Qualora ciò non fosse
            possibile, tra le altre soluzioni, ad esempio, si potrebbe procedere allo spo-
            stamento dell’archivio storico del Museo all’Ufficio che potrebbe essere
            collocato all’interno dei depositi esistenti senza modificarne le posizioni
            già consolidate in modo tale da poterlo portare immediatamente in consul-
            tazione poiché provvisto di una schedatura condotta attraverso un software
            proprietario.
               La formazione del personale dovrebbe svolgersi in linea con quella del
            personale dei restanti uffici storici per cercare di avere uno standard for-
            mativo dello stesso livello in tutti gli istituti di conservazione presenti nelle
            Forze armate. a tal proposito, dal 7 all’11 novembre 2016, presso l’Ufficio
            Storico si è tenuto il 1° corso sugli archivi storici militari a cui hanno preso
            parte complessivamente 10 unità, 4 dell’Ufficio, 3 del Museo Storico, 2
            dell’Ufficio Storico dell’aeronautica Militare ed 1 militare in forza all’Uf-
            ficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa. il corso ha consentito di
            fornire degli elementi di base comuni a tutti e di avere una visione pano-
            ramica dei distinti istituti culturali che si occupano di tutela e di conser-
            vazione di parte del patrimonio archivistico prodotto sia nell’ambito del
            Ministero della Difesa, sia nell’ambito di altri Ministeri che, comunque,
            hanno documentazione di corpi militari o militarmente organizzati. l’au-
            spicio è di poter avviare una serie organica di attività formative che possa-
            no contenere oltre a contributi di natura archivistica con un modulo teorico
            essenziale e un robusto modulo di esercitazioni, anche alcuni elementi di
            biblioteconomia atteso che spessissimo se non sempre, presso gli Uffici ci
            si imbatte anche in corposi fondi librari che necessitano di interventi de-
            scrittivi tipici del settore contermine. inoltre, il personale dovrebbe essere
            formato anche per esercitare modesti ma non per questo meno significativi
            interventi di restauro al patrimonio allo scopo di non creare ulteriori soffe-
            renza al patrimonio.


               Sarebbe opportuno anche una nuova riorganizzazione tecnica della bi-
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