Page 417 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La tuteLa in seno aLL’arma: L’ufficio storico     417


              conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale dell’arma, con
              particolare riferimento a quello documentale.
                 il patrimonio documentario custodito dagli istituti di conservazione de-
              gli organismi militari rappresenta una fonte preziosa per lo svolgimento
              di numerosi filoni di ricerca. Se quello principale, sostenuto dalle stesse
              Forze armate e Corpi armati, è riservato alla storia istituzionale e del pro-
              prio personale, le fonti custodite «dai militari» consentono di promuovere
              anche altri percorsi di ricerca come quelli, a mero titolo esemplificativo,
              dedicati alla storia sociale, politica, economica, scientifica del Paese.
                 L’Ufficio Storico, soprattutto nel corso degli ultimi anni, è riuscito a
              intervenire  in  un  settore  come  quello  del  patrimonio  documentario  che
              sembrava avere avuto una lunga battuta d’arresto e dimostrato con alcuni
              interventi concreti quanto sia possibile svolgere un’azione di tutela, con-
              servazione e di valorizzazione attraverso strategie di medio e lungo perio-
              do. Ciò indubbiamente può avere un forte ritorno in termini di immagine,
              e non solo, delle istituzioni militari, abbandonando del tutto il ‘mantra’
                                                                             71
              dell’inaccessibilità alle fonti primarie ancora difficile da sradicare .
                 Certamente, va riconosciuto che le azioni di tutela, di conservazione e
              di valorizzazione del patrimonio archivistico hanno bisogno di visioni di
              lungo periodo insieme ai risultati che quotidianamente si ottengono.
                 in un periodo come quello attuale, attraversato da evidenti difficoltà di
              bilancio, è necessario testimoniare sia all’interno dell’organizzazione mili-
              tare, sia all’esterno di essa, che la funzione di archivio storico, riconosciuta
              alle Forze armate, ha un positivo impatto sugli studi interni, nell’ambito
              della pubblicistica scientifica e nella divulgazione al più ampio pubblico
              anche alla luce degli investimenti (modesti) che talvolta sono riservati al
              settore dei «beni culturali militari» .
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                 Concludendo,  lo  sforzo  dell’Ufficio  Storico  è  stato  riconosciuto  sia
              all’interno, sia all’esterno come particolarmente felice, ma ciò non toglie


              71    Isabella Zanni Rosiello, Gli archivi nella società contemporanea, Bologna, Il Mulino, 2009, p. 127
              riportato in Silvia Trani, Il Regio Esercito e i suoi archivi cit., p. 37. Zanni Rosiello ancora affermava
              presunte difficoltà di accesso all’Ufficio Storico dell’Arma dei Carabinieri.
              72    Senza alcuna presunzione di completezza, nell’ambito delle iniziative per la celebrazione del bi-
              centenario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, il 2014 ha visto l’Ufficio Storico impegnato nel
              supporto alla ricerca per molte iniziative di divulgazione, tra le quali si segnalano: Annalisa Massimi
              – Alessandro Mennilli, Vestiti della nostra militar divisa – L’insediamento dei Reali Carabinieri nei Tre
              Abruzzi, Ortona, Edizioni Menabò, 2014; Carabinieri – Due secoli d’Italia 1814-2014, Roma, Ansa,
              2014; Giuseppe Thellung di Courtelary – Sergio Puttini, Veicoli dei Carabinieri – 200 anni di storia,
              Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2014.
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