Page 421 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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ConClusioni                              421


              mente, le disposizioni emanate devono ancora essere adeguate alle modifi-
              che normative introdotte da piccoli interventi sul CBCP nel 2014, nonché
              a un’azione di recupero degli archivi più vasta di quella presentata in tali
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              pagine . Sarebbe auspicabile,  a solo titolo  di esempio, organizzare  una
              campagna di raccolta delle testimonianze orali partendo da coloro i quali
              furono i vertici dell’istituzione ai più oscuri militari ma non per questo
              meno significativi nelle testimonianze, seguendo l’esempio magistralmen-
                                                                   3
              te avviato in anni lontani dallo scomparso nuto Revelli .
                 in ogni caso, si deve dare atto che vi è stato un apprezzabile mutamento
              di approccio che, sul lungo periodo, sarà foriero di ulteriori risultati. in
              questo senso, la fase di gestione degli ultimi anni lascia ben sperare per il
              futuro sebbene sia evidente che non sarà un periodo privo di difficoltà e di
              rallentamenti.
                 Come per tutti gli istituti, disegnare la politica conservativa di fondi ar-
              chivistici prevede innanzitutto una sede di deposito integrativa dell’attuale
              nuova sede dell’Ufficio che potrebbe raggiungere a breve la saturazione.

                 A tale impegno logistico non di poco conto, soprattutto nella fase attuale
              di difficile congiuntura economica, si deve sommare l’adozione di strutture
              di stoccaggio della documentazione versata e l’impiego di specialisti per la
              descrizione dei fondi archivistici senza i quali non sarebbe possibile porta-
              re in consultazione i documenti versati.
                 Si aggiunge, infine, l’avvio delle primissime fasi di supervisione e di
              indirizzo a favore degli archivi dell’inglobato Corpo forestale dello Stato
              che rappresenta un’altra sfida particolarmente dura e che, si auspica, possa
              portare nel giro di qualche anno alla consultazione di un’altra parte signifi-
              cativa vi un patrimonio culturale attualmente non fruibile.
                 Tali operazioni integrate con la valorizzazione del bene porterebbero
              dunque a completare il circuito virtuoso a favore del patrimonio archivisti-
              co rendendolo effettivamente fruibile. il percorso è dunque ancora lungo


              2    Si veda il decreto legge 31 maggio 2014, n. 83 recante “Disposizioni urgenti per la tutela del patri-
              monio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, nonché la legge 29 luglio 2014, n.
              106 intitolata “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, re-
              cante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio
              del turismo” in G.U. 30 luglio 2014, n. 175 con riferimento agli articoli 41 e 122 CBCP.
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                 Sugli archivi militari si rinvia a Giorgio Rochat Gli archivi militari, in Storia d’Italia nel secolo
              ventesimo - Strumenti e fonti - III – Le fonti documentarie, a cura di Claudio Pavone, 3 voll., , Ro-
              ma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento per i beni archivistici e librari, Dire-
              zione generale per gli archivi, 2006, pp. 155-166 che ricorda anche il pionieristico contributo offerto
              da Nuto Revelli.
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