Page 143 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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IpotesI dI rIordInamento e dI formazIone dI serIe 143
3.5. Secondo piano di sviluppo agricolo
(Legge 27 ottobre 1966 n. 910)
1966-1971
56 unità archivistiche
Nota introduttiva
Dopo il primo quinquennio d’applicazione del primo piano verde fu varato
un secondo piano, legge 27 ottobre 1966, n. 910 che, proseguendo la politi-
ca agrario-forestale del primo, lo perfezionò in alcuni aspetti. Tale perfezio-
namento si attuò anche in conseguenza del dibattito scientifico, sviluppatosi
nell’aprile del 1961, in Firenze, durante il Congresso nazionale sui Rimbo-
schimenti e sulla ricostruzione dei boschi degradati. Infatti, con gli strumenti
che il secondo piano verde prevedeva per il sostegno alla selvicoltura , fu-
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rono recepiti in parte i dettami della mozione finale del Congresso. Lo Stato
accentuava la costituzione di rimboschimenti a suo totale carico anche nei
comprensori di bonifica montana, ampliando le previsioni dell’art. 39 del r.d.
30 dicembre 1923, n. 3267, che limitava gli interventi dello Stato ai bacini
montani. Per attuare tale programma di rimboschimenti fu potenziata la col-
tura vivaistica forestale. L’art. 28 del Piano prevedeva un adeguato potenzia-
mento dei vivai gestiti dal Corpo forestale dello Stato, da attuarsi, oltre che
con il miglioramento di quelli esistenti, anche con l’acquisto di nuovi terreni
adatti alla costituzione ex novo dei vivai. Il rimboschimento anche quando
fosse stato eseguito per preminenti scopi di difesa idrogeologica, non avreb-
be dovuto prescindere dalla considerazione produttiva che doveva poggiare
sul miglioramento genetico dei soprassuoli. Quindi un nuovo aspetto della
legislazione forestale, contenuto nel secondo piano verde era quello relativo
alla sperimentazione e alla ricerca applicata in campo agrario e forestale . A
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questo scopo il Ministero dell’agricoltura e delle foreste potenziò la rete degli
istituti di ricerca gestiti mediante la costituzione di due nuovi organismi: l’Isti-
tuto sperimentale per la selvicoltura di Arezzo e l’Istituto per l’assestamento
forestale di Trento (d.l. 25 novembre 1967). Il primo, erede della Stazione spe-
rimentale di selvicoltura di Firenze, con il compito di migliorare le tecniche di
rimboschimento, la coltura dei boschi e delle piante da legno e di approfondire
le tematiche di genetica e di ecologia forestale; il secondo con il compito della
pianificazione e dei modelli di gestione delle risorse forestali. E’ di particolare
28 Il titolo IV della legge disciplinava i Provvedimenti per lo sviluppo forestale.
29 Vitantonio Pizzigallo, L’evoluzione della legislazione forestale italiana, in «L’Italia forestale
nel centenario della fondazione della scuola di Vallombrosa», Firenze, Accademia italiana di
scienze forestali, 1970, pp. 311-340.

